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Il 26 settembre Pechino ha inaugurato la sua seconda Design Week. Il colosso destinato a prendere in mano le redini del mercato mondiale in tempi molto prossimi e che sta facendo tremare i vecchi leader mondiali già da qualche anno, si va via via raffinando nei gusti e nelle proposte culturali.

 

Come dimostra l'iniziativa del governo presieduto da Hu Jintao che mira a trasformare la Cina da fabbrica-replicante a fabbrica-creativa. Il rischio per i cugini occidentali è quello di vedersi scippare quella ricetta design-qualità-innovazione che rappresenta l'ultimo baluardo contro la concorrenza cinese di un Vecchio Mondo sempre più incalzato dal Nuovo.

 

La Beijing Design Week animerà la capitale cinese con mostre, forum, dibattiti e premi dal 26 settembre al 3 ottobre 2011. L'evento è promosso dal Ministero della Cultura, dal Ministero dell'Educazione, dalla Federazione Cinese per le Arti e la Cultura e organizzato dal Comune di Pechino in collaborazione con Rizzoli Beijing, joint venture di RCS Media Group in Cina, editore delle edizioni cinesi di Abitare e Case da Abitare e del portale At Casa Cina.

 

Si svolgerà durante la Festa Nazionale Cinese e ospiterà ogni edizione una città diversa, con l'intento di rafforzare gli scambi culturali. Londra è la città scelta per l'edizione 2011. A celebrare il connubio tutta una serie di eventi che si svolgeranno dal 25 settembre al 15 ottobre al China Millennium Monument e alla Zona 751.

 

Per la prima volta viene inaugurata anche una Triennale dedicata al design, la cui inaugurazione è prevista per mercoledì 28 settembre al National Museum of China. Fino al 20 ottobre sarà possibile visitare Goodwill in Design, una mostra dedicata agli oggetti di design che hanno fatto la storia dell'epoca moderna. Una sorta di educazione al gusto e alla funzione del design.

 

Verrà, inoltre, riproposto il Tour del Design che coinvolgerà fra gli altri spazi anche 751, Palace Museum, China Millennium Monument, Oriental Plaza, Qianmen e il Beijing Capital International Airpor.

 

Molti i settori coinvolti nella Design Week: non solo architettura, interior design e moda, ma anche elettrodomestici, grafica e IT.

 

Evento da non perdere è l'International Design Summit, un forum che avrà luogo il 28 e il 29 settembre e ospiterà le maggiori personalità del mondo del design, i presidenti degli eventi della Design Week, rappresentati del governo, studiosi, leader, agenzie del settore. L'appuntamento è alla Sala d'Oro della Grande Sala del  Popolo in Piazza Tiananmen. Tema dell’incontro: Design and the City, il progresso di  Pechino. Ossia cercare dei percorsi e delle strategie per creare nuove opportunita per una cooperazione internazionale.

 

Da segnalare, infine, la discesa in campo dei designer cinesi nella mostra Designed in China, made in the World. Una mostra che raccoglie lavori  inediti pensati da cinesi e realizzati in Italia, nata dalla collaborazione di Alessi, il Beijing Industrial Design Center e otto architetti/designer cinesi di fama internazionale. Dove vederla? Alla North Aera di San Li Tun, la zona più trendy di Pechino durante la settimana del design.

 

Per maggiori info sulla Beijing Design Week 2011, vai nel sito dell'iniziativa.

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Settembre di solito è il mese della casa. Si torna dalle vacanze riposati o stremati, a seconda che si abbia scelto di rimanere in ammollo nella piscina di un resort o di scalare l'Annapurna. In un caso o nell'altro, il ritorno alla quotidianità arriva come un ciclone e le mogli iniziano subito a pensare a come rendere più confortevole la propria casa. Anzi, solitamente si mettono in testa di rivoluzionarla completamente per grande gioia dei mariti che sono costretti a spostare mobili, cambiare tappezzeria, improvvisarsi imbianchini. Con scarsi risultati, a meno che uno non abbia un innato dono per il fai da te.

 

Per aiutarvi ad evitare le infinite litigate e limitare il numero di divorzi che ne conseguono, vi segnalo cinque App che in maniera obiettiva, senza trucco e senza inganno, vi sveleranno se quell'azzurro è carta da zucchero o semplicemente azzurro, se quel quadro pende a destra o a sinistra, se il divano in quella posizione ci sta bene oppure no.

 

Forse non eviteranno grida e musi lunghi, ma almeno se quella parete che doveva essere arancione è diventata rosa, potrete dare la colpa all'App!

 

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AT CASA > La regina delle App sulla casa. Imprescindibile per essere sempre aggiornati sul mondo dell'arredamento e del design, sugli stili di vita e le tendenze attuali nel settore casa. Facile da usare, con ottimi contenuti e bellissime immagini. Può offrirvi qualche spunto su come arredare casa, preparare la tavola con stile o scegliere il colore giusto per ogni ambiente.

 

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Carpentiere iHandy > un kit da carpentiere che sta in una mano. Cinque strumenti disponibili: un piombo per verificare la verticalità di linee o muri; una livella, per mettere a livello ogni superficie piana; una bolla, proprio come puoi trovarla nelle ferramenta, solo digitale; un goniometro che misura angoli da 0° a 180°; una riga, sia in pollici che in centimetri. Una volta calibrati, il piombo, la livella e la bolla possono anche essere utilizzati come clinometro, basta leggere gli angoli sullo schermo.

 

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Categoria: Utility

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ColorSnap > è un'applicazione della Sherwin Williams, un colorificio statunitense. Naturalmente agli utenti italiani non è permesso di inviare la richiesta di acquisto direttamente dallo smartphone dato che la Sherwin Williams non ha distributori in Italia, ma sarà comunque possibile catturare il colore che più vi piace e ricavarne il codice RGB con il quale poter cercare il RAL.

 

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Categoria: Utility

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Photosynth > un'app che vi permette di fare foto panoramiche della vostra casa a 360°. Semplice da usare, è l'ideale nel caso dobbiate far vedere all'architetto la stanza da progettare.

 

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Arredamento.it > il celebre portale dedicato alla casa, è visitabile anche da smartphone. Potrete leggere gli ultimi articoli, gli speciali, le news, partecipare al Forum, navigare per marchio e cercare i negozi di arredamento della vostra zona.

 

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Immobiliare.it > è l'applicazione che vi aiuta a cercare facilmente case e appartamenti, uffici e negozi, in affitto e in vendita. Preziosissima nel caso in cui la lite sul colore della cucina finisca male.

 

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Martedì 12 luglio si è svolta al MACRO di Roma, nella sede della Pelanda al Testaccio, la premiazione del Compasso d'Oro 2011, il premio più autorevole in Italia dedicato al design.

 

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È la prima volta, nella storia della manifestazione, che il premio Compasso d’Oro 2011 viene assegnato a Roma anziché nella sede storica di Milano.

L'evento si inscrive nella mostra "Cinquant'anni di design italiano" che raccoglie, al Palazzo delle Esposizioni e al MACRO, le meraviglie del design italiano degli ultimi cinquant'anni.

 

La giuria, presieduta da  Arturo Dell’Acqua Bellavitis, era composta da Chantal Clavier Hamaide,  Umberto Croppi, Guto Indio Da Costa, Pierre Keller, Cecilie Manz, Clive  Roux e Shiling Zheng.

 

Diciannove i designer e le aziende premiati:

 

1. Pasta Pot di Patrick Jouin per Alain Ducasse per Alessi  (Index 2008)

 

2. Tonale di David Chipperfield per Alessi (Index 2010)

 

3. Steelwood Chair di Ronan&Erwan Bouroullec per Magis (Index 2008)

 

4. Smith di Jonathan Olivares per Danese (Index 2008)

 

5. Myto di Konstantin Grcic per Plank Collezioni (Index 2008)

 

6. Teak Table di Alberto Meda per Alias (Index 2008)

 

7. Fiat 500 di  Fiat Group Automobiles Design per Fiat Group Automobiles (Index 2008)

 

8. Hope di Francisco Gomez Paz, Paolo Rizzatto per Luceplan (Index 2010)

 

9.  DRM Design Research Maps di Stefano Maffei, Paola Bertola, Massimo  Bianchini, Beatrice Villari (Dipartimento INDACO – Politecnico di  Milano) per Rete SDI - Sistema Design Italia, CPD- Conferenza dei  Presidi di Design, CDD –Coordinamento dei Dottorati in Design (Index  2008)

 

10. Frida di Odoardo Fioravanti per Pedrali (Index 2009)

 

11.  Napoli Teatro Festival Italia di Tassinari/Vetta - Leonardo Sonnoli  e/and Paolo Tassinari per Fondazione Campania dei Festival (Index 2009)

 

12.  Multiverso - Icograda Design Week Torino 2008 di Zup Associati per AIAP  (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva) e/and  Icograda (International Council of Graphic Design  Associations) (Index 2009)

 

13. Nuur di Simon Pengelly per Arper (Index 2010)

 

14. Elica di Brian Sironi per Martinelli Luce (Index 2010)

 

15. Yale di Jean-Marie Massaud per MDF Italia (Index 2010)

 

16. Domo XIX Biennale dell'Artigianato Sardo di Italo Antico,  Alessandro Artizzu, Lee Babel, Berselli Cassina Associati, Andrea Bruno,  Vittorio Bruno, Maria Calderara, Annalisa Cocco, Antonello Cuccu,  Adriana Delogu, Lia Di Gregorio, Angelo Figus, Giuseppe Flore, Antonio  Fogarizzu, Valentina Follo, Giulio Iacchetti, Nilla Idili, James Irvine,  Setsu & Shinobu Ito, Ugo La Pietra, Marta Laudani e/and Marco  Romanelli, Paolo Marras, Tomoko Mizu, Roberta Morittu, Palomba Serafini  Associati, Eugenia Pinna, Gianfranco Pintus, Pierluigi Piu, Florence  Quellien, Salvatore+Marie, Alessio Tasca, Paolo Ulian, Nanda Vigo per  Ilisso Edizioni (Index 2010)

 

17. Rossa. Immagine e comunicazione del Lavoro 1848-2006 di N!03 con  Stefano Vellano, Luigi Martini per Comitato Nazionale per le  Celebrazioni del Centenario CGIL (Index 2008)

 

18. Sunset di Hangar Design Group per Movit - Pircher Oberland (Index 2008)

 

19. Lab 03 di Ludovica + Roberto Palomba per Kos (Index 2009)

 

Oltre ai compassi sono stati assegnate anche 77 menzioni d’onore,  9 premi alla carriera a protagonisti del design italiano, 3 premi  a figure internazionali e un premio speciale. Infine, 3 targhe  e 10 attestati ai migliori progetti realizzati dagli studenti delle  scuole di design italiane.

 

Due i premi degni di nota: il doppio premio ad Alessi e il premio speciale assegnato a Slow Food di Carlo Petrini per il design dei servizi.

 

Tutte le creazioni premiate saranno esposte nella mostra al MACRO fino al 25 settembre 2011.

Per informazioni: http://www.unicitaditalia.it/

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La celebre macchina da scrivere "Lettera 22" disegnata da Marcello Nizzoli, inseparabile compagna di Indro Montanelli che se la portava ovunque, la mitica caffettiera "9090" di Alessi disegnata da Sapper ed entrata nella Permanent Design Collection del MOMA di New York, la "FIAT Panda" di Giorgetto Giugiaro, emblema degli anni Ottanta, sono solo alcune delle meraviglie del design italiano degli ultimi 150 anni, in mostra al Palazzo delle Esposizioni e al Macro Testaccio La Pelanda, a Roma.

 

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Fino al 25 settembre, nei due musei della capitale, si potranno ammirare questi ed altri oggetti-simbolo che hanno fatto la storia del design italiano e fanno parte della memoria storica del nostro paese. La macchina da cucire Necchi, il telefono "Grillo" della Siemens, il televisore "Doney" della Brion Vega e tanti altri.

 

La mostra "Unicità d'Italia. Made in Italy e identità nazionale. 1961/2011 Cinquant'anni di saper fare italiano attraverso il Premio Compasso d'Oro ADI (Associazione Disegno Industriale)", curata da Enrico Morteo, promossa dal Ministero dello Sviluppo economico e ideata e prodotta dalla Fondazione  Valore Italia, rientra nelle celebrazioni per il 150° compleanno dell'Unità d'Italia.

 

Per la prima volta dalla sua nascita, la Collezione storica del Compasso d'Oro ADI - che dal 1954 premia l’eccellenza del design italiano - viene esposta integralmente come tributo al Made in Italy. Trecento oggetti che sono stati elementi di coesione sociale e che hanno rafforzato il nostro sentimento di identità nazionale, a partire dai cosiddetti anni del boom economico per finire con le recentissime realizzazioni selezionate per vincere, il prossimo luglio, il XXII Premio Compasso d'Oro Adi.

 

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Al Palazzo delle Esposizioni sono sei i percorsi tematici: il progetto del lavoro, dalla ricerca al quotidiano, nuovi italiani nuove cose, tempo libero, il rigore del poco, la liberazione dei linguaggi. Essi mostrano come siano cambiati gli stili di vita e i comportamenti sociali e di consumo in un'Italia che, in questi ultimi cinquant'anni, è passata attraverso il boom economico, gli anni di piombo, mani pulite, i tentivi di bipolarismo e il berlusconismo.

 

Una collezione di design che percorre questo percorso variegato, mettendo  insieme semplici oggetti d’uso domestico con complessi macchinari  industriali, strumenti di misura, giocattoli, automobili e tessuti decorativi, sistemi costruttivi ed editoria, ricerche teoriche e progettazione grafica. In esposizione autori che hanno fatto la storia del design come Sottsass, Gregotti, Mari, Pininfarina, Albini, Munari, Giugiaro, Mendini.

 

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"È significativo che sia proprio il design, attraverso i prodotti  premiati con il Compasso d'Oro, il fulcro del racconto di questi ultimi  cinquant'anni. Il  Design è testimonianza del nostro modo di progettare, produrre, comunicare ed è componente della nostra identità nazionale" ha affermato Luisa Bocchietto, Presidente Adi.

 

ll percorso espositivo è arricchito anche da altri materiali  eterogenei: testimonianze video,  documentari d'archivio, immagini di cronaca, spot pubblicitari,  frammenti di film, una selezione di immagini del grande fotografo Ugo Mulas, una rassegna di manifesti originali dal Massimo e Sonia Cirulli  Archive e documenti conservati nell'Archivio Albe e Lica Steiner.

 

La seconda sezione della mostra è ospitata, invece, al Macro Testaccio La Pelanda dove sono in esibizione oggetti e progetti del presente, circa quattrocento nuovi prodotti selezionati dall’Osservatorio Permanente del Design dell’ADI nell'ultimo triennio, tra i quali la giuria sceglierà a luglio i vincitori. Questa sezione della mostra guarda alla contemporaneità e apre un dibattito sul futuro: quali sono le sfide che il Made in Italy deve affrontare oggi, e che affronterà domani? Quanto influirà il design sulla capacità del sistema produttivo  nazionale per rimanere competitivo nell’economia globalizzata? Ai posteri l'ardua sentenza. Nel frattempo se volete rifare un tuffo nel passato, ecco gli orari della mostra:

 

Unicità d’Italia
Made in Italy e identità nazionale. 1961/2011, cinquant’anni di saper fare italiano raccontati attraverso il Premio Compasso d’Oro ADI
A cura di Enrico Morteo per Fondazione Valore Italia
Dal 31 maggio al 25 settembre

Roma
Palazzo delle Esposizioni
via Nazionale 194
(ore 10-20, venerdì-sabato: 10-22.30)
Macro-Testaccio La Pelanda
piazza Orazio Giustiniani 4
(16-24)

Informazioni
http://www.unicitaditalia.it/

Catalogo
edito da Marsilio, 380 pagine, 39 euro in mostra, 45 in libreria

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Qualche mese fa era stato lanciato il bando per iscriversi al concorso “Progetti per il Made In Italy”, voluto dagli organizzatori  per incentivare la produzione del design nostrano ed esportare  oltremanica le idee vincenti, grazie alla partnership con il London  Design Festival. Oggi alle 15.00, a Palazzo Medici Riccardi, è stata inaugurata la seconda edizione di Florence Design Week, una settimana tutta dedicata al Design italiano e internazionale.

 

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Firenze pullula di allestimenti d’autore, incontri sul design, arte, sfilate, performance, musica. La manifestazione si protrarrà sino al 29 maggio. Più di 40 gli eventi e le locations, dagli open-studios di designers e  architetti a vetrine di negozi e gallerie d’arte. Tanti gli appuntamenti con professionisti di fama internazionale.

 

Per rendere la manifestazione più sostenibile gli organizzatori hanno presdisposto degli info-bike points, dei punti informativi per muoversi nella città in modo sano e  pulito. Si possono scegliere quattro itinerari: Acqua, Terra, Aria e Fuoco. Da non perdere la conferenza-workshop “100% Sostenibile”, un appuntamento con architetti di fama internazionale a Palazzo Vecchio.

 

Locations storiche faranno da cornice ad appuntamenti imperdibili. Dal gruppo eclettico Fleurs Du Mal, a performance estemporane e Flash  Mob, a Lanterne alte nel cielo per un creative fund-raising, i  visitatori saranno ogni giorno attirati e guidati nei 4 itinerari della  kermesse.

 

Da segnare assolutamente in agenda:

 

- la presentazione di domani alle 15.00 del libro "Design in Italia" da parte di Aldo Colonnetti a Palazzo Medici Riccardi;

 

- un giro in bici alle Murate, che diventeranno centro focale della manifestazione con numerose installazioni e un percorso inedito su prenotazione alle "sale congelate" dell'ex carcere a cura di Codici a [s]barre;

 

- una tappa alla Biblioteca Nazionale Centrale che sarà vetrina del “Design per la lettura”  con designers italiani e con l’artista-designer Alessandro Gedda;

 

- una visita al Grand Hotel Minerva dove si potrà ammirare “Design in trasparenza” attraverso il vetro, l’acqua e il ghiaccio. Ospite lo scultore Paolo Staccioli;

 

- il giardino d’autore di Artour-o con vista mozzafiato su Firenze, a Villa La Vedetta;

 

- la vetrina di LuisaViaRoma, allestita con un’installazione ispirata alla “Metamorfosi” di Kafka;

 

- un curioso aperitivo del 24 e 26 maggio alla Caffetteria e Castalderia della Biblioteca delle Oblate, dove si potrà scelgiere da un menù di cibi e bevande selezionate in base alla provenienza, alla qualità e alla stagionalità delle materie prime;

 

Partner principale del festival sarà Design d’Autore, che proporrà dei formats divertenti, con aziende importanti del design non convenzionale in due locations suggestive. Ma nulla è stato svelato finora...

 

Tra le grandi novità di quest’anno la presentazione ufficiale del progetto “Life&Design”, il cui obiettivo è sostenere e promuovere le  organizzazioni no profit, il fundraising e l’industria creativa  attraverso strumenti e servizi legati all’arte e al design.

 

Anche i piccoli saranno al centro con "Design for kids”, il design pensato per i  bambini, protagonisti di laboratori creativi, di giochi-design e arredo  per l’infanzia.

 

Maggiori informazioni e il programma completo della sei-giorni è disponibile su http://www.florencedesignweek.com/

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Qualche settimana fa, in una giornata di assolata tranquillità, sono entrata in un café per ordinare un'insalata. Quando, rifocillata, ero già in strada pronta per l'appuntamento di lavoro che mi aspettava, mi sono resa conto che avevo pranzato seduta su una sedia di Starck, avevo versato l'acqua da una bottiglia di Pininfarina e preso il mio "caffè-ma-con-lo-zucchero-di-canna-grazie" in una tazzina di Matteo Thun.

 

Il design permea talmente le nostre vite che, a volte, quasi non ce ne rendiamo conto. Ma quanto il design incontra davvero i gusti e le esigenze del fruitore? Si sa, c'è sempre un gap tra quello che i designer e le aziende propongono e quello che i fruitori vorrebbero. Naturalmente quando si parla di mass-market è difficile incontrare i gusti di tutti.

 

Le aziende, solitamente, sopperiscono al problema dando all'utente la possibilità di personalizzare il prodotto al massimo. Lo fa ad esempio LAGO che fornisce un alfabeto che poi il consumatore usa per creare il mobile che più gli piace.

 

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Lo fa, spostandoci dal settore arredamento, anche FIAT che permette ai possibili clienti di configurare online la 500 dei loro sogni. E gli esempi potrebbero continuare. Ma cosa succede quando il consumatore acquista un mobile molto poco personalizzabile, che offre spunti di creatività limitati, che non si preoccupa di fornire alfabeti, ma unicamente mobili a prezzi abbordabili e quindi piuttosto standardizzati? Succede che la gente se li personalizza da sola.

 

Consideriamo Ikea che, pur avendo un mercato colossale, non produce certo mobili fuori dalle righe. Anzi, per certi versi potremmo definirli un po' monotoni. Fortunatamente la creatività è un'onda difficile da arginare e il consumatore che non si può permettere un mobile costoso e deve ripiegare su un prodotto standard, trova comunque il modo di renderlo suo. Ho scovato, in rete, due modi interessanti di ovviare alla limitata possibilità di personalizzazione offerta dai mobili Ikea.

 

Il primo è il servizio fornito da Mykea, una giovane e piccola azienda creativa che un giorno ha deciso di rendere customizzabile il design Ikea. Non a caso il loro slogan è : "Say NO to NAKED Furniture". L'idea alla base è di fornire all'utente delle grafiche per rendere i mobili Ikea unici. Le grafiche vengono create da graphics designer di tutto il mondo e ciascuno può candidarsi a diventare un artista di Mykea. Basta mandare un portfolio a artist@thisismykea.com. La personalizzazione avviene in tre step: scegli il mobile da customizzare, decidi la grafica e personalizzi. Se siete curiosi del risultato, date un'occhiata al loro sito.

 

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La seconda idea è venuta in mente a "Jules" - il nome è uno pseudonimo preso dalla sedia Jules di Ikea - , una geek girl della Malesia che vive a soli 15 minuti dallo store Ikea della sua città e che nel maggio del 2006 decide di googlare "Ikea hacks". Inaspettatamente si ritrova con una sfilza di risultati, che mostrano come gli acquirenti Ikea abbiano personalizzato i loro mobili con tanta creatività e altrettanta buona volontà. Jules crea così Ikea hackers, un sito internet che mostra come gli Ikea hackers hanno "truccato" i loro mobili Ikea, trasformandoli a volte in qualcosa di totalmente diverso. Ogni anno Jules seleziona la top ten dei migliori "hacks".

 

È davvero interessante vedere come la creatività delle persone comuni si esprima in modi impensabili, con poco e con idee veramente utili, come la libreria Billy che diventa una casa delle bambole per la figlioletta, o due sedie Bertil che, dopo aver subito un restyling, fungono da stilosi attaccapanni.

 

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C'è addirittura chi, con le ante scorrevoli del guardaroba, ha creato una parete per dividere la camera da letto dal salotto; chi da un comodino s'è inventato una lampada e chi a partire da due sgabelli ha costruito una slitta. Personalizzazioni a metà fra il fai-da-te e la genialata di turno, che però offrono spunti creativi che nulla hanno da invidiare al designer di turno. Anzi forse, come nel mondo della moda - Scott Schuman docet - anche nel settore design servirebbero dei trend setter che, macchina fotografica alla mano, vadano per la strada, o meglio nelle case, alla ricerca delle creazioni della gente comune per poi riportarle ai designer. Una sorta di caccia al design che viene dal basso, quel design che è fatto dalla gente e per la gente e che potrebbe essere un canale per costruire un vero dialogo tra designer e fruitore.

 

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Per vedere come i consumatori di LAGO si sono sbizzarriti con i nostri mobili leggi "A casa di", l'appuntamento mensile dove i consumatori ci aprono le porte di casa loro o sfoglia le foto che ci inviano nella sezione "Casa tua".

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La casa di Lina e Tiziano è la protagonista di questa settimana.

 

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Anche questa volta la mia interlocutrice è la donna di casa. Molisana di 37 anni lavora in una parafarmacia a Termoli di cui è socia. Potrei dire che è una stakanovista, in quanto tutto il suo tempo è diviso ed organizzato per il lavoro: oltre ad essere farmacista, infatti esercita nel campo dell'igiene dell'alimento e della sicurezza del lavoro. "Sono un po' qui e un po' là e perciò non c'e molto tempo per fare altro".

 

L'allegria fa da cornice a questa chiaccherata: Lina non è di molte parole ma ha una voce allegra illuminata da una brillante risata che sembra voglia celare una leggera timidezza o imbarazzo. Mi confessa che non è molto forte con le date perciò mentre si racconta cerca conforto in Tiziano che scopro essere in silenzio al suo fianco ma con le orecchie ben dritte pronto a correggerla al primo errore.

 

Di sè non mi racconta molto e così dopo poco con le sue parole mi fa entrare a casa sua. L'Appartamento dove ci auto-invitiamo questa settimana è di 85 mq ed è al terzo piano di una palazzina situata piu o meno vicino al centro di Termoli, dove Lina e Tiziano convivono da ottobre.

 

Visto che la casa era ancora da ristrutturare, Tiziano, da bravo ingegnere, ha optato per scegliere prima i mobili in modo tale da poter adattare in un secondo momento la struttura dell'abitazione. L'unica cosa però che non si poteva cambiare erano gli attacchi della cucina: perciò il primo obiettivo era quello di trovare una cucina-non cucina visto l'open space che la unisce al soggiorno. Purtroppo il tempo è poco e, se non c'e possibilità di girare per i negozi, l'unica soluzione è quella di girare nel web. Il link, è proprio il caso di dirlo, a Lago è un articolo on line sulle cucine...ed è subito amore a prima vista. Vicino a dove abitano Lina e Tiziano c'e il nostro rivenditore Dimensione Legno che ne ha una in esposizione e  l'occasione si fa ghiotta per andarla a "toccare con mano". Penso che questa visita gli abbia aperto un "mondo" perchè se all'inizio si trattava solo di scegliere una cucina, in tre pomeriggi, coaudiuvati da Sergio, i nostri protagonisti arredano tutta la casa con i mobili LAGO!!!

 

Ma bando alle ciance e cominciamo a "gironzolare" in casa di Lina e Tiziano.

Lo spazio si articola sostanzialmentein 5 ambienti: un ingresso, un open space che include il soggiorno e la cucina, una camera da letto, il bagno ed il rispostiglio.

Entrando una Morgana color verde acido si accosta delicatamente alle finiture neutre dell'ingresso.

 

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Proseguendo si accede al living per il quale si sono scelte le tonalità del mandorla e grafite alle quali si è accostato un luminoso sole che, insieme al parquet in rovere chiaro, contribuisce a "riscaldare l'ambiente".

Rigorosamente sospesa, la cucina si rende ancora più dinamica giocando con le diverse profondità dei moduli da 52 cm, 61 cm e 67...

 

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Come spiega anche Sergio, la cucina è inoltre il punto di fuga in cui convergono le linee della lagoLINEA che riprende le medesime tonalità.

 

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Proseguendo nel nostro "house tour" si cambia stile e tonalità. Come mi racconta Lina, lo studio è "arioso" in quanto si è scelto di arredarlo con una libreria AIR a 4 mensole ed un tavolo sempre AIR.

 

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Infine per nella camera da letto troviamo il magico letto fluttuante insieme agli immancabili comodini 36e8.

 

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Per personalizzare il tutto infine un tocco davvero speciale: diverse grafiche si arrampicano sulle pareti di ciascun ambiente conferendo un'atmosfera "so 70's" all'intera abitazione.

La scelta di una particolare carta da parati l'ho trovata un'interessante soluzione che ha consentito sia di poter arrichire e conferire maggior calore a ciascuno spazio ma anche lasciare inalterata la pulizia e linearità dell'arredamento stesso.

 

Nome: Lina e Tiziano

Città: Termoli

Mq: 85

Prodotti: cucina 36e8, Morgana, Fluttua, 36e8, tavolo AIR, libreria AIR

Rivenditore: Dimensione legno

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Abbiamo inaugurato il nostro primo Appartamento nel 2009, in via Tortona a Milano. C'eravamo andati a vivere in occasione del Salone del Mobile, per non dover alloggiare nei soliti B&B. L'avevamo arredato con i nostri mobili e avevamo aperto le porte al pubblico.

 

È stata tanta la curiosità che si è sollevata attorno a questo nostro primo esperimento e grande è stato il ritorno in termini di relazioni e collaborazioni. Tutto questo ci ha spinto a credere che fosse possibile ricreare quel piccolo gioiello di convivialità, cultura, contaminazione in tante altre città dell'Italia e del mondo.

 

Così è nato il progetto Appartamento. Dalla consapevolezza che il design va molto al di là del semplice prodotto e ha, invece, in sé la capacità di catalizzare persone, esperienze, idee. Abbiamo perciò invitato gli appassionati di design a candidarsi per diventare tenant di un Appartamento LAGO. Hanno risposto in molti, tanto che solamente nel giro di un anno sono nati gli Appartamenti di Venezia, Torino, Bologna, Riccione e presto apriranno Bergamo e Alicante.

 

L'intervista al tenant è una rubrica della nostra community dedicata a chi ha deciso di correre con noi. Per fare della loro casa un'Ambasciata LAGO in città, un posto dove si respira design, ma non solo. Dove si fa cultura, si intrecciano dialoghi per creare visioni.

 

Il primo tenant che andiamo a conoscere è Marco, il tenant dell'Appartamento LAGO Torino. Come scrive nel sito del suo Appartamento, a Marco piacciono l’arredamento d’interni e la grafica, i dischi e il giradischi, i classici del design, Torino e a volte anche i torinesi, gli oggetti vintage (però quelli veri), le vecchie insegne smaltate, collezionare magneti e spille, girare in bici e meno in auto, la buona compagnia, la cucina internazionale e il buon vino. Nell'intervista ci racconta cosa lo ha spinto a partecipare al progetto Appartamento. E come sta andando...

 

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Valentina: Come hai scoperto il progetto Appartamento?

 

Marco: Mi ci sono avvicinato da potenziale cliente a cui piacevano i prodotti Lago. Stavo cercando una cucina che fosse adatta alle particolari caratteristiche del progetto della casa (cucina a isola, che si vede appena entri dall'ingresso). Così sono andato sul sito Lago per farmi un'idea e lì ho visto questa iniziativa del network Appartamento.

 

V: Cosa ti ha spinto a decidere di parteciparvi?

 

M: Ho letto il bando con le caratteristiche richieste ovvero: - avere un appartamento in zona centrale, in ristrutturazione e ce l'avevo - essere competenti in materia arredamento/design e io ci sono laureato - avere una certa attitudine ad organizzare eventi e iniziative e questa è una cosa che già facevo con l'associazione culturale di cui faccio parte (moststo producendo annasre, incontri, aperitivi, ecc). Mi sembrava che fosse un segno del destino averle tutte quante!!

 

V: In effetti bisogna anche avere una personalità aperta, perché in fin dei conti si aprono le porte di casa propria al mondo. Come ti trovi con questo aspetto del progetto? Molti vivono la casa come un luogo privato...

 

M: Infatti molti mi dicono: "Io non ce la farei", ma in realtà, a parte qualche piccolo disagio ogni tanto, è una cosa molto piacevole creare iniziative belle in casa propria e ospitare amici. Poi da quando è partito il progetto sto uscendo di meno e organizzando molte più serate domestiche (sia eventi che serate con amici) e sono molto soddisfatto! La dimensione raccolta domestica molto spesso è più bella e conviviale di un'anonima serata in un locale…

 

esternoAppartamento.JPG

 

V: Non sarà che senti la casa più tua adesso? Hai scelto tu l'interior o l'hai progettato in collaborazione con Lago?

 

M: Il progetto di interior è farina del mio sacco, ma devo anche ringraziare molto Daniele Lago e Alessandro Corrò che mi hanno stimolato molto a tirare fuori qualcosa che sentissi mio. Diciamo che il concept è mio, ma loro mi hanno dato consulenza tecnica, spunti, idee, suggerimenti… A esempio 'idea del "nastro" in metallo (che fa tutto il giro della casa alternandosi ai contenitori 30MM) è un prototipo Lago, che è venuto in mente a loro proprio mentre stavamo sviluppando il concept di casa mia...e pare che forse entrerà in produzione prima o poi.

 

nastro metallico appartamento torino.jpg

 

V: È anche questo che LAGO vuole ricreare negli Appartamenti: la personalità del tenant che lo vive…la tua com'è, come ti definiresti? E in che modo si riflette nel progetto di interior?

 

M: La mia personalità è socievole, aperta ma anche mutevole (cambio anche idea a volte) e questo secondo me si riflette un po' nel progetto, dove ad esempio la zona living è mutevole e modulare. Infatti, spostiamo spesso tavoli, sedie e pouf a seconda del tipo di serata (aperitivo, spettacolo da seduti, proiezione) e anche a seconda di quel che ci facciamo noi che ci abitiamo (lavorare, cenare, rilassarsi)…ti ho convinto?

 

V: Abbastanza…ma dimmi un po’…com’è la giornata tipica di un tenant?

 

M: Ma dici che esiste una giornata tipica? Dipende perché anche a livello lavorativo faccio cose abbastanza diverse: consulente esterno in agenzia, un po' lavoro da casa…Rispetto a prima la mia giornata è un po’ cambiata, ma non drasticamente. Continuo a fare le cose che facevo prima lavorativamente...mi occupo di grafica e comunicazione visiva. Ora ho delle responsabilità in più, gli eventi un bel po' di tempo se lo portano via, ma sono piacevoli. Come ti dicevo ci si sente parte anche di una community, è bello! Inoltre sono sorte anche nuove e interessanti opportunità lavorative dalle persone con cui ho interagito durante l'attività Appartamento.


V: Quindi soddisfatto della scelta fatta? Se potessi tornare indietro la rifaresti?

 

M: Assolutamente!

 

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Nome: Marco

Abitazione: Appartamento Lago Torino

Città: Torino, via Massena 25

Mobili: 36e8, cucina36e8, dispensa NOW, NOW, lagolinea, 30mm, letto AIR, morgana, huggy, divano AIR

Negozio di riferimento: Cei Casa

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A casa di Mauro in Magazine

Posted by francesca durante Mar 15, 2011

Il nostro viaggio nelle case di chi ha scelto Lago continua. Oggi è Mauro che ci racconta "la sua storia".


Ormai è un piccolo rito il passaggio dalla formalità del primo contatto al "tu" con il quale decidiamo di "intonare" la nostra chiaccherata. Confesso che ogni volta è una trasformazione particolamente piacevole. Una volta tolto lo schermo del "lei", si percepisce come sia più facile e divertente per il padrone di casa raccontarsi. Per me invece è un momento durante il quale mi avvicino all'interlocutore per conoscerlo, ascoltarlo e dare così ovviamente sfogo alla mia irrefrenabile curiosità ; )


Mauro è un ingegnere gestionale di 32 anni e lavora nell'azienda di famiglia che tratta carpenteria. Le sue parole sono arricchite da un accento che non lascia alcun dubbio sulla sue origini: cento per cento bergamasco, e precisamente Caravaggio, comune natale dei genitori del celeberrimo Michelangelo.

Prima di dedicarsi all'attività di famiglia, si è fatto le ossa lavorando per alcune multinazionali che lo hanno portato a viaggiare un po' in giro per il mondo: Asia e area danubiana. Il nostro ingegnere ha collezionato sicuramente una serie di esperienze che hanno arrichito non solo il suo background professionale, ma soprattutto quello esperienziale come lui stesso mi confida.


Come Samuele, già protagonista di "A casa di", anche Mauro ha la musica che scorre nelle vene: canta e suona la chitarra elettrica nella band Fratelli Bottiglia fondata insieme agli amici storici. Tanto storici (si conoscono da ben 15 anni) che non servono le prove, ma è suffciente "sintonizzarsi" un'ora prima dell'esibizione e il gioco è fatto. Si svela perciò un ingegnere con l'animo rockettaro nato con l'uscita dell'unplugged dei Nirvana nei lontani anni '90.

Quando non prende in mano la chitarra, Mauro si immerge nei prati all'inglese e gioca a golf. Devo dire che questo aspetto mi spiazza un po' ora che cominciavo farmi un'idea di chi c'e dall'altra parte del telefono. Ma capisco tutto non appena mi spiega che: "È uno sport mentale: prevede diverse strategie che cambiano in base alla situazione in cui ci si trova", rivelando così l'ingegnere che c'e in lui!

 

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Si potrebbe dire che si è delineata una ricca personalità tanto che viene naturale chiedersi: "Che casa avrà?". E indovinate? La casa di Mauro è un'esplosione di colori!

Ma andiamo con ordine. Il suo è un appartamento situato all'interno di un storico edificio ristrutturato. Precisamente si tratta di un bilocale soppalcato in cui Mauro ci vive da 8 mesi insieme alla sua ragazza. Visto che parquet e travi a vista conferiscono già un'atmosfera calda all'ambiente, la soluzione d'arredo doveva essere una linea semplice che però non banalizzasse, ma arricchisse gli spazi.

 

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E qui entriamo in gioco noi! Il cugino architetto ha fatto da trait d'union con il nostro rivenditore Mobilificio Marchetti: "Ci siamo trovati ed ho spiegato come immaginavo l'arredamento di casa mia". Mi confessa che all'inizio pensava che il sinonimo di design fosse freddezza e, invece, quando ha visto il render del suo progetto è stato amore a prima vista!!!!

 

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Perciò seguitemi che vi faccio da cicerone nella casa di Mauro. Attraverso l'ingresso si accede alla zona living dove la tonalità del verde è il filo conduttore. Si è optato infatti per "piantare" un albero LagoLINEA che si sviluppa per l'intera parete, mentre un modulo 36e8 funge da cassettone porta TV riprendendo il verde bosco delle fronde della libreria. Tornando nell'ingresso si va verso il bagno: moduli 36e8 specchio e color sole conferiscono grande luminosità allo spazio. Dal soggiorno attraverso una scala si accede al soppalco: qui troviamo la cucina (non Lago), dei moduli 36e8 color aragosta e un tavolo AIR in rovere grigio. Qui è molto interessante l'utilizzo che si è fatto della libreria AIR che, con le sue 4 mensole, funge da parapetto. Sull'altro lato del soppalco è stata utilizzata un'altra lastra di vetro che, data la trasparenza, non interrompe la vista e il senso di profondità. Perciò in totale sicurezza da qui ci possiamo affacciare e scorgere la camera da letto dove "galleggia" un fluttua matrimoniale con testiera bianca. Nella zona notte sono stati inseriti diversi moduli 36e8. Quattro bianchi fungono da comodini ai lati del letto, mentre i sei restanti compongono un settimanale multicolor. Infine, lo sguardo viene catturato da un armadio NOW che si snoda lungo ben sette metri di parete. Ingresso e camera da letto sono attraversati da questo arcobaleno di colori che richiama tutte le tonalità della casa seguendo "fedelmente" le variazioni di altezza dovute al soppalco.


Mauro racconta di casa sua con un trasporto tale che sembra stia girando uno spot pubblicitario per noi senza essere pagato!!! Scherzi a parte, con le sue parole cariche di entusiasmo, la sua gentilezza e disponibilità mi ha aperto le porte di casa sua e, come sempre, è stata un'esperienza unica!

 

Nome: Mauro

Città: Caravaggio - BG

Mq: 70-75 mq

Mobili: Fluttua, 36e8, lagoLINEA, tavolo AIR, libreria AIR, N.O.W

Rivenditore: Mobilificio Marchetti

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Stiamo sempre qui a parlare di design, ma non abbiamo ancora parlato di fashion design. In piena settimana della moda, direi che è d'obbligo.

Mercoledì è iniziata la Fashion Week milanese, l'avvenimento più atteso da fashion victims e addetti ai lavori - buyer, blogger, giornalisti - e chi più ne ha, più ne metta. Non stupitevi se passeggiando per Milano, in questi giorni, incrocierete stilisti notissimi, attorniati da valchirie e adoni non proprio in abiti da passeggio e inseguiti da uno stuolo di fotografi trafelati. È tutto normale.

 

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Niente e nessuno ferma la macchina moda, tanto meno la notizia dell'arresto di John Galliano da parte della polizia parigina per aver rivolto insulti antisemiti ad una coppia in un noto caffè della capitale francese. (NDR: Povero Galliano, dopo mesi e mesi di notti insonni chez Dior a guadagnarsi il pane come un qualunque cristiano, era uscito a festeggiare l'ardua impresa e a bere una paio di bicchierini assieme agli amici. Deve aver calcolato male la quantità di alcool e le parole che gli uscivano di bocca. Fatto sta che s'è beccato pure la sospensione dalla Maison. Una gran brutta faccenda, ma come diceva un dandy d'altri tempi: "Bene o male purché se ne parli" ).

 

Lasciamo genio e sregolatezza a chi se li può permettere. Ecco il Calendario delle sfilate. A chi ha avuto la fortuna di vedersi recapitare, nella buca delle lettere o nell'e-mail, un bell'invito personale auguro una buona visione. Gli altri potranno sempre provare la tecnica "appostamento-con-entrata-di-straforo", meno sicura forse, ma sicuramente più divertente!

 

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Tra le altre cose ho scoperto che la passerella delle performance di moda che animeranno l'Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele sarà vestita da uno dei nostri partner, Listone Giordano. Il parquet che scalpicceranno le modelle delle maggiori Maison fa parte della collezione Medoc® e LAGO lo ha utilizzato per il set di Redesign Life, al San Gaetano a Padova. Ci era piaciuto subito quel parquet, perchè aveva la forma trapezoidale dei vecchi tavolati, quando ancora si usava non rettificare le tavole per non sprecare legno inutilmente. Il taglio a sega imprecisa e la texture grezza valorizzano molto la naturalità del pavimento, creando l’effetto del legno che ha vissuto all’aperto esposto ai vari elementi climatici.

 

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La partnership tra LAGO e Listone Giordano continuerà e si concretizzerà in Appartamento LAGO - via Brera, 30 in occasione del prossimo Salone  del Mobile, che si terrà dal 12 al 17  aprile 2011 a Milano. L'intento sarà indagare il tema del design allargato a tutti i livelli (pavimenti, mobili, carte da parati, etc) cercando di sviluppare un interior innovativo e sistemico. Non vi svelo altro, vi invito a passare in Appartamento per vedere con i vostri occhi.

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Questa settimana andiamo a casa di Eleonora e Salvatore, o meglio nella loro seconda casa.

 

Veduta dall'alto.jpg

 

A farmi gli onori di casa è Eleonora, 35 anni.

Sin dai primi primi istanti della nostra conversazione vengo letteralmente travolta dalla sua energia, così lascio che le sue parole mi travolgano, mi metto comoda e con attenzione ascolto il "suo racconto".

Futura mamma, tra meno di un mese, di una femminuccia, di professione fa la wedding planner per un'agenzia che organizza matrimoni. Il target al quale si rivolgono è quello del cliente straniero che, volendo rendere speciale il fatidico sì, sceglie come ambientazione uno dei magnifici scenari che ci sono qui in Italia. Un lavoro che sicuramente le permette di esprimere la sua creatività e di poter lavorare dappertutto: "Mi basta avere un computer, internet ed il cellulare e posso lavorare ovunque!" mi puntualizza. Aspetto non di secondaria importanza non solo per la futura maternità ma anche date le periodiche trasferte che Eleonora compie per raggiungere il marito quando è fuori casa per lavoro. Quando non organizza matrimoni, crea bigiotteria: insomma non si ferma mai. La praticità è il suo diktat ed è ciò che attribuisce al suo lato maschile oltre al fatto di passare ore ed ore al Brico! Martelli, cacciaviti, perline o pinzette a lei non importa, l'importante è fare e creare!

 

Come canterebbe il mitico Gino Paoli, la storia tra Eleonora e Salvatore è al "sapore di sale" in cui il mare fa da cornice. Lei di origini milanesi e lui veneziano, si può dire che i due si sono incontrati a metà strada; il loro amore è infatti scoppiato su di una nave da crociera dove entrambi lavoravano.

Oggi Salvatore lavora periodicamente a Genova come pilota nel settore marittimo, e quindi si è presto presentata l'esigenza di avere un pied-à-terre dove poterlo raggiungere lasciando temporaneamente Moniga del Garda.

 

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La casa dove vi porto oggi si trova in uno dei piu famosi porti d'Italia, città natale e musa ispiratrice di Fabrizio de Andrè ed è un appartamento di 43 mq che i nostri padroni hanno deciso di arredare per la maggior parte con mobili LAGO.
Il primo contatto visivo è avvenuto a casa di un amico che aveva un NET e che con entusiasmo gli aveva mostrato il suo recente acquisto: Eleonora e Salvatore così lo hanno acquistato per la loro prima casa e quando l'anno scorso è avvenuto l'acquisto della casa a Genova,  ecco allora il NET di nuovo in loro aiuto! Trattandosi di un monolocale, era necessario trovare un "qualcosa" che fungesse da divisorio in quanto una parete avrebbe appesantito l'ambiente e ridotto ulteriormente lo spazio. Bisogna inoltre dire che la funzione contenitiva dei cubi risulta essere estremamente funzionale visti i pochi metri a disposizione: tanto che un cubo è già stato riservato per riporre i vestitini del bebè.

 

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I due sposini così iniziano insieme a progettare l'arredamento. Devo dire che ogni volta è molto interessante e divertente sapere gli strumenti che le persone intervistate utilizzano per visualizzare la loro idea: chi si è avvalso semplicemente di un foglio a quadretti e di pennarelli, chi si è lanciato nel tecnologico usando programmi ad hoc. In questo caso Eleonora ha usato Excel per realizzare il progetto..direi sorprendente!

 

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Ovviamente importante mentore è stato il rivenditore Squassabia di Sirmione che, grazie alla sua esperienza, ha fornito il supporto tecnico e svelati alcuni trucchi del mestiere. E' giunto così il momento che Eleonora mi faccia "entrare" in casa.

La modularità ha permesso di sfruttare al massimo lo spazio a disposizione ed i colori scelti sono il nero, il bianco, l'avio, lo spago ed il lilla. L'accostamento di queste tonalità è stato pensato in modo tale da realizzare una continuità cromatica ma facendo in modo che non si ripetessero in modo monotono. Perciò la dispensa e l'armadio hanno le stesse fasce, ma che si alternano in modo diverso. E se la cucina ha tutti i colori tranne il lilla, al NET e al 36e8 manca l'avio.

 

Soggiorno.jpg

 

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Infine mi confida che anche se il restauro dell'appartamento è durato molto, di certo il risultato finale ha assopito ogni amarezza.

Le parole di Eleonora scorrono impetuose ed energiche come un fiume in piena, ma è talmente piacevole ascoltarla che mi accorgo che il tempo passa solo quando ormai la punta della mia penna inizia a fumare.

Non resta altro che congedarci con il tono di due persone che si conoscono da molto tempo!

Un ringraziamento speciale alla sorella per le bellissime foto!

 

Nome: Eleonora e Salvatore

Città: Genova

Abitazione: monolocale 43 mp

Mobili: NET, 36e8 cucina, NOW, 36e8

Rivenditore: Squassabia

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A casa di Samuele in Magazine

Posted by francesca durante Dec 31, 2010

Dopo un po' di latitanza eccomi di nuovo qui a bussare alla porta di chi ha scelto Lago. Oggi, armata di mestolo e grembiule, vado a casa di Samuele, imprenditore con la passione per la cucina.

 

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Ma andiamo con ordine.

Si sa, questo periodo è molto impegnativo lavorativamente parlando, e devo dire che l'appuntamento di questa settimana me lo sono proprio sudata ma alla fine ce l'ho fatta!

Samuele acconsente molto gentilmente a dare un tono informale alla nostra conversazione. La sua voce è declinata da un accento che non lascia alcun dubbio sulle sue origini: infatti questa volta impostiamo il nostro navigatore e ci dirigiamo nella zona del bresciano.

Imprenditore di 35 anni, ci tiene subito a precisare che non si identifica molto con questo termine. Il motivo me lo spiega subito con molta pazienza: se infatti da una parte gestisce l'attività di famiglia, dall'altra il suo settore di appartenenza lo porta a definirsi un "creativo". Quello di cui si occupa ormai da 12-13 anni è sviluppare software nell'ambito del web 2.0: nello specifico l'azienda è specializzata in applicazioni che consentono ad una qualsiasi azienda di controllare gli accessi alle rete internet.

 

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Samuele non è di molte parole perciò sono costretta, a differenza delle altre volte, ad incalzarlo di domande: la mia curiosità, questa volta, è particolarmente incontenibile dal momento che, a quanto mi è stato già in precedenza rivelato, ha una predilezione per l'arte culinaria. Per metà di orgine mantovana , la passione per la cucina gli è stata trasmessa da nonna e madre.

Precisiamo subito: non si tratta solo di essere una "buona forchetta" ma il nostro imprenditore bresciano ama destreggiarsi tra i fornelli. Mi sottolinea subito che la nouvelle cuisine non fa per lui, si definisce infatti più un tipo "pane e salame". Solitamente prepara piatti semplici ma curati nei minimi dettagli: se però la ricetta non lo ispira da sfogo alla sua creatività cambiando qualche ingrediente e creando al momento un piatto nuovo.

 

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Ecco da dove è nato il desiderio di avere una cucina che soddisfasse sia esigenze funzionali che criteri estetici. Considerando che a casa di Samuele cucina e living room sono nello stesso ambiente, all'inizio la scelta era ricaduta su di un modello "tradizionale" che fosse in linea con il resto dell'arredamento. Ma successivamente, insieme ad  Andrea di Ziglioli arredamenti, le priorità sono state capovolte e si è optato per una soluzione che spezzasse con tutto il resto.

Con sketch up ed il supporto del rivenditore, Samuele progetta così la SUA CUCINA. Vista la sua passione, la composizione è stata pensata nella "semplice" ottica della praticità. L'isola ad esempio gli permette di avere tutto sotto controllo senza un grande dispendio di energie, girandosi semplicemente di 90 gradi: lo stesso vale per  forno e microonde inseriti "a vista" nella dispensa. In merito alla profondità del piano di lavoro, si è scelta una misura che gli permette di sfruttare al massimo lo spazio a disposizione con quattro sedute dove accomodarsi per la colazione o per un pasto veloce.

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Infine innumerevoli casetti ed una dispensa N.O.W che si "allunga" per l'intera parete, lo aiutano, quando si cimenta in qualche ricetta, ad avere tutto a portata di mano senza dover dispendere troppe energie...infatti basta un semplice "push" per aprire tutto! E diciamolo pure: tutti questi spazi contenitivi sono sicuramente un'ottima soluzione per un disordinato cronico come si definisce scherzosamente il nostro padrone di casa.

 

 

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Un motivo particolare per la scelta dei colori? Semplicemente, come mi rivela Samuele, il "pannino" lo possono avere tutti: avendo a disposizione una così ampia scelta di colori perchè non utilizzarli per avere un qualcosa che è solo tuo?

 

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Chi ha scelto Lago questa volta è un uomo che coniuga formalità del suo lavoro ( un settore che comunque sottostà a determinate regole e vincoli) ed una creatività che si esprime tra i fornelli. Mi viene spontaneo pensare che una persona così multiforme possa "nascondere" qualche altro aspetto interessante. E indovinate un po'? Quando non è a casa a sperimentare qualche nuova pietanza, Samuele suona la pianola nel suo gruppo, i Red Necks (nome con il quale si identificano gli zoticoni del sud degli Stati Uniti). Prima di questo ha sperimentato diversi generi, dal rock al blues passando per il jazz., ma al di là del genere la musica è un'altra passione che lo accompagna da quando aveva 10 anni. Anche se gli anni sono passati, Samuele si ritiene ancora un bambino curioso che si può appassionare a tutto: ma purtroppo bisogna sempre fare i conti con il tempo che non è mai abbastanza. Per restare in tema, i minuti volano e così prima di congedarmi riesco a farmi promettere una sua ricetta da provare nell'anno nuovo, ovviamente dieta permettendo. ; )


Nome: Samuele

Città: Provincia di Brescia

Abitazione: Appartamento 100 mq

Mobili: cucina 36e8

Rivenditore: Ziglioli Arreda

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07-02-2011 > NB: l'iscrizione è stata prorogata fino al 15 marzo 2011!!! Più info.

 

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Le varie capitali del design sono già in fermento per preparare le prossime "design week".

Proprio in questi giorni Florence Design Week ha lanciato il bando di partecipazione al nuovo Concorso Internazionale Florence Design Week 2011 "Progetti per il Made in Italy". La settimana fiorentina dedicata al design si terrà dal 24 al 29 maggio 2011.

 

florence design week 2.0.jpg

 

Il concorso è aperto a tutti i progettisti italiani o stranieri che, per studio o per professione, sono impegnati nel design. La partecipazione è quindi aperta agli studenti delle varie scuole (Accademie e Università) e ai designer  professionisti.

 

Il Concorso del 2011 ha come tema  "Progetti per il Made in Italy". Progetti che dovranno essere in linea con la filosofia ed il tema dato, oltre che con le Categorie e le Aree Tematiche del Florence Design Week 2011:

 

- 6 Categorie: Architecture, Digital and Graphic Design, Industrial Design, Interior Design, Fashion Design, Food Design;

 

- 8 Aree Tematiche: Eco Design, Outdoor, Indoor, Design for Kids, Media, Luxury Design, Education, Selected Projects.

 

I progettisti interessati dovranno inviare la domanda di iscrizione e il  progetto entro il 31 Gennaio 2011 tramite e-mail all’indirizzo  info@immaginae.com. La valutazione finale verrà effettuata il 28 Febbraio 2011 (prorogata al 15 marzo 2011).

Per conoscere il regolamento completo del concorso, consultate il sito ufficiale del Festival, dove troverete informazioni sulla domanda e la quota di iscrizione e sui premi in palio.

 

La prima edizione del Festival ha avuto un ottimo riscontro di  pubblico: 20.000 visitatori, provenienti da 22 paesi del mondo, non solo  professionisti del settore (25%) o studenti di design (23%), ma anche  consumatori/cittadini (30%) e visitatori stranieri (22%). Dei numeri di tutto rispetto sono stati registrati anche sul web che ha ricevuto 70.000 visitatori unici durante i nove giorni del Festival.

 

Numeri che hanno spinto gli organizzatori a scommettere di nuovo su un evento che intende ispirare un nuovo concetto di design, all’interno del quale le aziende convivano con la ricerca innovativa dei designer, allo scopo di creare un’interazione tra i vari linguaggi del design (graphic, visual, industrial, fashion, interior, music e food), puntando sulle eccellenze, le emozioni, la ricerca, la cultura dei progetti.

 

Anche per la prossima edizione si rinnova la collaborazione con London Design Festival, iniziata in occasione della Florence Design Week 2010 e continuata con il London Design Festival a settembre. Una sinergia che sottolinea l'internazionalità del Festival dove viene dato ampio spazio a giovani artisti e progettisti di talento provenienti da diversi paesi e nazioni emergenti.

 

Non rimane, quindi, che aspettare maggio per vedere Firenze animarsi di incontri con artisti e designers, esposizioni in numerose locations

della città, spazi aperti, itinerari artistici, tavole rotonde, showroom, spettacoli ed aperidesign.

 

Nel frattempo, progettisti e designer d'Italia e del mondo fatevi avanti e presentate il vostro progetto!

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Il contest lanciato in collaborazione con ZOOPPA ha raccolto 10.608 commenti, 726 grafiche e 83 video. Ora LAGO passa alla fase successiva e, ancora una volta, cerca di coinvolgere il pubblico in maniera inconsueta. Questa volta lo fa attraverso “Set Performance”, uno spazio ambientato al San Gaetano di Padova. Un vero e proprio set arredato con i prodotti dell'azienda, dotato di luci e atmosfera da studio. Chiunque può iscriversi e girare qualunque idea divertente e originale abbia in mente.

 

Naturalmente i vincitori del contest video con ZOOPPA hanno la precedenza e utilizzeranno il set per girare il loro video nella “casa” LAGO. Ma la partecipazione è, comunque, aperta a tutti.

 

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Set Performance è un'ulteriore dimostrazione della filosofia dell'azienda padovana che ha adottato come propria la logica della rete, dove non esiste un unico centro monolitico ma tanti piccoli centri che comunicano fra di loro. Tutti sono chiamati a dare un contributo alla creazione di nuovi  progetti. Chi sta dentro e chi sta fuori la rete. Chi la incontra per caso e chi la cerca volutamente. I legami tra i nodi, spesso assolutamente imprevedibili e impensabili, hanno dato vita a geometrie rivoluzionarie, prima fra tutte il progetto Appartamento.

 

Tutti i video realizzati in quest’occasione saranno poi raccolti da Lago  e pubblicamente riprodotti nel corso di una mostra-evento di videomaking-videoart, ad aprile 2011, durante il Fuorisalone di Milano, uno dei più importanti eventi creativi a livello internazionale.

 

A partire da domenica 21 novembre e fino a mercoledì 8 dicembre, LAGO mette quindi a disposizione di videomaker e artisti questa sorta di set cinematografico all'Agorà Centro Culturale San Gaetano di Altinate, Padova.

 

Il programma è già abbastanza fitto. C'è chi si è prenotato per realizzare un videoclip come Marcello Bellanti e chi, invece, farà dei casting come Pantheon Tv che sta cercando il nuovo volto della Tv degli architetti. Qualcuno girerà un film con tre piccoli chihuahua: Alice, Marcello e Penelope.

 

GiornoOreChiCosa
21 novembreApertura Redesign LifeApertura Redesign LifeApertura Redesign Life
22 novembreCHIUSOCHIUSOCHIUSO
23 novembre15.30-18.00Paolo RondinaServizi fotografici e video fshion sperimentali senza scopo di lucro a modelle non professioniste (maggiorenni)
24 novembre10.00-19.00Marcello BellantiRiprese del videoclip musicale di "Realize", l'ultimo brano latin-pop di Marcello Bellanti, in arte Henry B
25 novembre10.00-19.00Kathy FieldingRiprese di una commedia breve intitolata "Furniture Sales". Un giovane commesso sarà alle prese con dei clienti che si sentono troppo a casa in negozio. Kathy chiederà la collaborazione dei visitatori e li farà partecipare alla commedia.
26 novembre14.00-19.00
27 novembre15.00-19.00Pantheon TvCasting per cercare il nuovo volto di Pantheon Tv, la tv degli architetti. Per iscriversi ai casting basta mandare una mail a direzione@pantheon.tv
28 novembre10.00-19.00Gianfranco FozziRiprese di uno spot progresso
29 novembre21.00-22.00Serata CreacitySerata Creacity
30 novembre10.00-19.00Nicola DessìRiprese della scena di un telefilmo di uno spot a seconda dei visitatori che si potranno coinvolgere

30 novembre

21.00-22.00Serata CreacitySerata Creacity
01 dicembre10.00-19.00Michele MastropietroVerrà realizzato uno spot pensato come una interazione di due diversi piani visivi che si integrano tra di loro. Usando il blu screen come fondo, gli attori compiranno delle azioni, si muoveranno e interagiranno tra loro. Queste riprese verranno elaborate al volo e videoproiettate all'interno della casa Lago. Gli attori interagiranno con i loro alter ego "proiettati", sovvertendo così la relazione soggetto-oggetto. Ad un secondo livello narrativo, la relazione soggetto vivente - oggetto inanimato verrà sovvertita allo stesso modo, in quanto i soggetti che interagiranno e vivranno la casa Lago sono in effetti solo proiezioni di essi, mentre gli oggetti Lago appariranno più reali delle immagini...un po' come la teoria delle ombre nella caverna di Platone, rivisitata più o meno 2500 anni dopo
02 dicembre10.00-15.00Riccardo CasicciaUn gruppo di studenti di Media Design presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (NABA) gireranno   una breve storia che parla
di una bambola (interpretata da una attrice) che si muove a comando del "pubblico"
02 dicembre15.00-19.00Paola Perni

Riprese per un promo di una cover band: gli Oxxxa. il gruppo metterà a disposizione un brano inedito che dovrebbe fare da colonna sonora alla parte "estetico-visiva" dei video che verranno girati. Altre riprese serviranno per la realizzazione di un dvd a loro dedicato che uscirà nel 2011.

03 dicembre10.00-19.00Davide LucatelloCinemordo, un gruppetto di creativi che realizza cortometraggi, girerà uno dei loro video
04 dicembre10.00-19.00Marta CamparaUn gruppo di giovani videomaker amanti del cinema, dell'arte e del design si confronterà sul tema delle relazioni
05 dicembre10.00-19.00Daniele Palmi / Tommaso Cappelletti
06 dicembreCHIUSOCHIUSOCHIUSO
07 dicembre10.00-19.00Mirco SgarziRiprese di un cortometraggio liberamente tratto dal racconto di Banana Yoshimoto, Sonno Profondo. Un corto sull’impasse mentale che affligge chi si trova senza lavoro. Niente di più attuale!
08 dicembre10.00-19.00Alessandro StefaniVideo su tre Chihuahua. L'idea di Alessandro consiste nell’utilizzare il set LAGO per arredare una casa a misura loro.

 

Attraverso il percorso espositivo il visitatore sarà chiamato a lasciare  il proprio contributo, smettendo i panni del semplice osservatore e  diventando, a sua volta, protagonista. I visitatori potranno essere coinvolti nei video come attori o comparse. Sarà dunque una mostra dinamica, vicina al concetto  di performing art. Questo perché per LAGO l'arte è relazione e contaminazione, mezzo di comunicazione, di coesione e soprattutto mezzo di sviluppo. Per superare le classiche didascalie di spiegazione del progetto l'azienda, con la collaborazione di Fondazione March, si è affidata anche all’artista Antonio Guiotto che affiancherà al set cinematografico un particolare circuito sonoro dove alcuni oggetti simbolo prenderanno vita narrando al visitatore quella che è la storia e la filosofia dell’azienda.

 

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Questa settimana, grazie ad un progetto segnalatoci dal nostro rivenditore Sergio di Dimensione Legno, facciamo un viaggio nel colore, elemento intrinseco dell'arredamento.

 

Anche questa volta, quello che vorrei cercare di indagare è come nasce il progetto di arredare una casa: come si intrecciano esigenze e desideri? Che rapporto si instaura con il rivenditore? Da dove nasce la scelta dei colori da utilizzare? Il metodo che scelgo è quello di sempre: carta bianca e lascio che il mio interlocutore si racconti liberamente.

 

Dall'altra parte del telefono incontro una donna di 48 anni dal nome con echi danteschi, Beatrice. Di professione fa l'odontoiatra e vive in un appartamento di 55 mq insieme al suo compagno a Torre Vecchia Teatina. Questo è quanto mi racconta della sua vita, dopo di che subito mi descrive come ha conosciuto Lago.

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Facendo qualche passo indietro, mi svela che in verità la casa in cui abita ora era da 5 anni in attesa di essere completata e sistemata: peccato però che Beatrice non avesse alcuna idea di come arredarla. Come sistemare la montagna di cose che aveva accumulato fino a quel momento dovendosi spostare in uno spazio più piccolo?

Bisogna dire che la nostra padrona di casa non si era nemmeno messa a girare tra negozi: "Non ero alla ricerca di qualcosa di visivo, ma di un'ispirazione interiore, profonda". Da queste parole emerge subito come la ricerca dell'arredamento che faccia al caso suo, sia intima e non solo puramente estetica e funzionale.

In effetti la nostra Beatrice aveva già alcuni nomi di rivenditori ma: " Erano nomi di amici, mentre io preferivo qualcuno che non concoscevo per potergli dire di no, per potergli dire tutto quello che volevo". Il trait d'union con noi è stato un suo amico, che stava curando le rifiniture della sua futura casa, e che le ha fornito il nome di Sergio di Nisio, titolare del negozio Dimensione Legno.

 

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Dopo un primo sopralluogo, il nostro rivenditore constata lo spazio che la casa di Beatrice mette a disposizione ed, insieme a lei ed al suo compagno,  si mettono a studiare la soluzione che meglio si sposa, non solo con gusti ed esigenze della proprietaria di casa, ma anche con il colore  delle pareti già deciso in precedenza. Con il supporto tecnico di Sergio, Beatrice ha potuto giocare con i colori, accostando i campioncini di vetro e realizzando così le sue composizioni. Una perfetta sintonia di ruoli che ha fatto sì che, con un tour de force durato fino alle 10 di sera, il progetto fosse terminato.

Risultato? Un mix di colori che alterna il vetro lucido con quello opaco.  Una composizione 36e8 su parete grigia con moduli blu oltremare lucido e castagno opaco: dalla parte opposta, su di un muro castagno si intrecciano un 36e8 dello stesso colore con vetro opaco, una mensola giallo sole ed un pensile grigio che ridisegnano la cappa del camino. La stanza da letto si può dire che è un po' più "light" nella scelta dei colori: parete amaranto, una lagoLINEA bianca che incornicia il letto Fluttua ed un armadio NOW che, alternando fasce bianche con fasce a specchio, da l'illusione di una maggiore ampiezza della stanza.

 

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Con il senno di poi, mi confessa che avrebbe utilizzato ancora di più colori, ma in quel momento l'obiettivo principale era quello di rendere quanto più "leggeri" possibili gli spazi e con troppe tonalità aveva il timore di appesantirli. E' stato solo dopo che ha capito che si sbagliava, quando ha realizzato che in poco tempo i suoi occhi si erano abituati agli svariaiti colori che aveva scelto.

Così in un unico pomeriggio, la casa dalle piccole dimensioni è diventata "capiente" grazie alla modularità dei contenitori ma anche leggera ed ariosa grazie alla linearità delle forme, come sottolinea Beatrice "la casa è piena ma leggera".

 

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Ascoltandola parlare non posso fare a meno di voler capire da dove arriva l'esigenza o desiderio di utilizzare tutto questo colore che spesso, anche nel lavoro che svolgo ogni giorno, vedo creare spesso numerose difficoltà nel momento in cui si è scelta la composizione.

Forse una spiegazione può essere data dal fatto che nel tempo libero la dentista abbruzzese si diletta nella pittura, passione che coltiva sin da piccola quando dipingeva con le tempere. Le continue richieste di quadri da parte dei  suoi amici le hanno fatto riprendere in mano la tavolozza tanto che oggi, quando realizza un dipinto, è per regalarlo alle persone a lei più care. Ma cosa rappresentano le linee che riporta sulla tela in quei momenti di irrefrenabile ispirazione che, a volte, l'hanno portata persino a doversi fermare mentre guidava per realizzare un disegno? "Rappresentano quello che ho in mente e che creo non solo con le linee ma anche con i colori". Verso la fine della nostra conversazione mi confessa che, avendo studio e abitazione l'uno sotto all'altra,  i colori di casa sua le sono "serviti" anche per poter "dare respiro" alla routine quotidiana dalla quale evade ogni tanto lanciandosi in qualche serata di tango argentino!

 

Conoscere Beatrice mi è sicuramente servito per avvallare ancora di più la mia idea che la scelta dei colori nell'arredare casa sia non solo un mero accostamento che soddisfi l'estetica ma anche il risultato di un "moto" più interiore e diretto, esternazione del proprio modo d'essere. E voi cosa ne pensate?

 

Nome: Beatrice

Città: Torrevecchia Teatina - CH

Abitazione: Appartamento 55 mq

Mobili: 36e8, lagoLINEA, Fluttua, NOW, Huggy

Rivenditore: Dimensione Legno

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Poker di mostre in quest'autunno dedicato all'arte: Dalì, Munch, Mirò, Van Gogh. Quattro grandissimi artisti assolutamente da vedere. Ecco tutte le informazioni.

 

 

MILANO

Salvador Dalì. Il sogno si avvicina

Palazzo Reale 22 settembre 2010 - 30 gennaio 2011

 

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Salvador Dalì torna a Milano, dopo 50 anni, in una mostra che indaga il sogno, il paesaggio, il desiderio. Quattro sezioni che corrispondono a quattro punti di vista: paesaggi storici (guardare dietro di sé e intorno a sé), paesaggi autobiografici (guardare dentro di sé), paesaggi dell'assenza (guardare oltre sé), epilogo (sguardo d'insieme). Nell'ultima sezione della mostra sarà fruibile anche il cortometraggio "Destino" di  Salvador Dalì e Walt Disney, mai proiettato prima in Italia.

 

Orari: lunedì 14.30-19.30, da martedì a domenica 9.30-19.30, giovedì-sabato 9.30-22.30. La biglietteria chiude un'ora prima dell'orario di chiusura della mostra.

Ingresso: 9,00 euro intero, 7,50 euro ridotto. Acquista online

Info: 02 54913

 


UDINE - Passariano di Codroipo

Munch e lo Spirito del Nord. Scandinavia nel secondo Ottocento. 

Villa Manin 25 settembre 2010 - 6 marzo 2011

 

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Per la prima volta un'esposizione indaga lo spirito del Nord Europa tra angosce esistenziali e atmosfere sospese. Il pensiero di Ibsen ispira i pittori del freddo Nord che, in Munch, trovano uno dei loro maggiori esponenti. 122 dipinti, arrivati da prestigiosi musei scandinavi, ma anche dal Museum of Fine Arts di Boston che svelano la difficoltà di vivere, la paura della malattia, la solitudine dell'anima. Cinque le sezioni in cui è divisa la mostra: le prime quattro riservate alle scuole nazionali di Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca; l'ultima interamente dedicata a Edvard Munch, con 30 quadri e 10 lavori su carta.

 

Orari: dal 25 settembre al 1 novembre, tutti i giorni ore 9-19; dal 2  novembre a fine mostra: da lunedì a venerdì: ore 9 - 18, sabato e  domenica: ore 9-19; chiuso 24, 25, 31 dicembre 2010; 1 gennaio ore 11-19.
Ingresso: intero €10, ridotto €8. Biglietti e prenotazioni
Info: 0422 429999

 

 

PISA

Joan Mirò. I miti del Mediterraneo

Blu Palazzo d'arte e cultura 8 ottobre 2009 - 23 gennaio 2010

 

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Dopo lo straordinario successo di Chagall, una nuova grande mostra a Pisa dedicata ai miti del Mediterraneo. E Joan Mirò è tra i più grandi interpreti del mito, racconto che aiuta a comprendere la realtà. Attraverso la rappresentazione del mito Mirò indaga l'identità catalana nella tragedia della guerra civile e del governo autoritario e la ritrova nel paesaggio, nella luce, nelle montagne, nei campi lavorati. La realtà è il fulcro attorno a cui ruota tutta l'arte del pittore surrealista. Una realtà esterna, ma anche interna, sempre filtrata alla luce dei ricordi.

 

Orari:  da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima); lunedì chiuso

Biglietti: intero € 8,00; ridotto € 6.5. Acquista biglietti online

Info: 050 500197

 

 

ROMA

Vincent Van Gogh. Campagna senza tempo – città moderna

Complesso del Vittoriano 8 ottobre 2010 – 6 febbraio 2011

 

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La pennellata inquieta, i colori estremamente saturi, uno stile pittorico che sconfina dall'impressionismo e ha in sé i semi dell'espressionismo. Van Gogh è eccessivo, a tratti morboso, ma mai anonimo. I suoi quadri parlano del mondo contadino dell'infanzia, della Parigi degli artisti, della "tranquillité" della Provenza, ma anche del suo mondo interiore, altalenante, intenso, irrisolto. Roma rende omaggio a uno dei geni assoluti dell'arte olandese con un'esposizione di 110 opere tra acquarelli, opere su carta e dipinti a olio che ne raccontano il percorso pittorico e umano attraverso due tematiche: la città e la campagna. Ad accompagnarlo Jean-François Millet, il pittore del famoso Angelus a cui Van Gogh faceva riferimento come a un padre, e Paul Gauguin l'amico carissimo con cui visse ad Arles tra liti, contrasti e "orecchi tagliati". E poi ancora Pissaro, Cézanne, Seurat, Signac.

 

Orari: dal  lunedì al giovedì 9.30 – 19.30; venerdì e sabato  9.30 – 23.30; domenica 9.30 –  20.30. La biglietteria chiude un’ora  prima.

Prezzi: € 12,00 intero; € 8,50 ridotto - Acquista il biglietto online

Info: 06 6780664

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Altro giro, altra casa. Questa settimana vi porto “a casa di Domenico”, 37 anni, di origini lucane.

 

Inizia a raccontarsi, descrivendo la sua vita come un viaggio che dalla Basilicata lo ha portato a 26 anni a Bergamo come ufficiale di complemento nella Guardia di Finanza. Cercando lavoro in zona, partecipa poi ad un concorso pubblico per Responsabile del Servizio Finanziario: la dea bendata è dalla sua parte e, vinto il posto, si trasferisce definitivamente a Brembate di Sopra.

 

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Finito questo viaggio, ne comincia subito un altro, stavolta insieme a sua moglie (al tempo promessa sposa) tra gli svariati negozi di arredamento della zona. Infatti oltre ad organizzare le nozze è tempo di pensare ad arredare casa. Domenico inizia a parlamene con molto trasporto ed entusiasmo. Mi confessa che questo periodo lo ha vissuto per arredare casa sua e, poterlo fare in un modo che rispecchi in ogni dettaglio la propria personalità e vita, significa raggiungere un obiettivo molto importante e realizzare qualcosa che è veramente TUO.

 

Ma come è nato il loro progetto? Sua moglie Natasha mi dice che l'idea era quella di voler arredare camera da letto e soggiorno, e per quest'ultimo l'esigenza principale era trovare una libreria che non fosse come tutte le altre. Infatti doveva fungere da separè vedo-non vedo tra il living e l'ingresso. Nel suo girovagare si imbatte in una libreria Air che esponeva al suo interno il nostro rivenditore Marchetti. “Ho trovato la NOSTRA libreria” ha comunicato subito a Domenico: da li è cominciato l'idillio non solo con Lago, ma anche con il rivenditore che è riuscito a presentargli un progetto di arredamento per l'intera casa!

 

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L'idea presentata da Marchetti ha lasciato gli sposini letteralmente senza fiato: l'unico punto di domanda rimasto era il prezzo, come mi puntualizza Natasha: “Trattandosi di design, pensavamo a dei prezzi inaccessibili, ma non è stato così”.

 

Inizia dunque una collaborazione a tre mani in cui Beppe Marchetti ha dovuto utilizzare le sue grandi doti di mediatore tra la tendenza total white di Natasha e “l'essere Arlecchino” di Domenico. “Ma perchè total white?” domando.  “Perchè in quanto colore neutro, ti permette di giocare con gli accessori. E poi pensavo che troppi colori mi avrebbero stancato. Ma non so perchè con i vostri colori non è stato così” mi risponde Natasha. Risultato? Una casa che ha come base il bianco, ma che gioca con dei tocchi di colore che si richiamano l'uno all'altro.

 

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A settembre è iniziato il via vai degli amici...reazione? Sicuramente stupore. Tanto per cambiare, anche chi li va a trovare compie un viaggio: stavolta però è un iter visivo che dalla libreria AIR dell'ingresso, conduce lo sguardo verso la composizione 36e8 a muro da dove si scorge in fondo la cucina sospesa con l'illuminazione sotto alle basi.

 

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Mentre mi descrive casa sua e del motivo per cui ha scelto Lago, Domenico pronuncia spesso le parole libertà e dinamicità: così cerco di capire se tutto ciò è collegato in qualche modo alla sua personalità. E indovinate? La moto è la passione del protagonista di questa settimana. Acquistata con i soldi risparmiati dall'essere un ex fumatore, Domenico mi rivela che insieme alla sua dolce metà ama scorrazzare tra mare e montagna in sella alla sua due ruote liberando così il suo essere “zingaro”. Una sua caratteristica talmente forte che, da quello che mi racconta, pare si rechi all'aeroporto di Orio al Serio con la stessa frequenza e facilità con la quale io vado al supermercato! ; )

 

Verso la fine della nostra conversazione gli domando se hanno una zona della casa che prediligono. Domanda stupida! Secondo voi quale può essere l'ambiente preferito da una coppia di sposi novelli?!?!?

 

Per finire in bellezza Domenico mi racconta del suo ultimo acquisto Lago, ma essendo la nostra ultima novità non voglio svelarvi di più...Domenico, non vediamo l'ora di vedere le foto del tuo nuovo divano così poi ci racconti un po' com'è!!!

 

 

Nome: Domenico

Città: Brembate di Sopra - BG

Abitazione: appartamento 90 mq

Mobili: 36e8, cucina 36e8, Fluttua, N.O.W., AIR

Rivenditore: Mobilificio Marchetti.

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Doveva capitare prima o poi. Dopo gli Appartamenti che hanno demolito le barriere tra azienda e consumatore, arriva un contest che aggiunge un altro tassello alla filosofia LAGO del "Design delle Relazioni". Ebbene sì. LAGO lancia proprio oggi, proprio in Rete il suo primo contest! E dove poteva lanciarlo se non su Zooppa, il social network dedicato a far incontrare aziende e creativi? Il meccanismo è semplice: le aziende lanciano un contest, i creativi rispondono proponendo i loro lavori. Tra i brand che si sono appoggiati a Zooppa ci sono Diesel, Enel, Telecom, Nike, Microsoft, Volkswagen. Brand di tutto rispetto.

 

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Il contest LAGO "Redesign Life" è dedicato a video e grafiche dal taglio insolito, soprattutto per quanto riguarda la sezione video. In un certo senso, è come fossero due contest in uno.

 

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Tema del contest

 

Il tema del contest sono le Relazioni. E che c’entrano le relazioni col design, vi chiederete. C’entrano. E se avete sentito parlare del progetto Appartamento lo capirete subito che c’entrano. Con il primo Appartamento, quello di via Tortona, volevamo cercare  proprio di dare vita a un movimento di persone e creatività che non fosse precostituito. Un movimento assolutamente libero e non  convenzionale. Solo il mettere assieme menti ed esperienze eterogenee può aiutare a creare nuove visioni. Avrete capito che la filosofia di LAGO è che le aziende debbano andare oltre la semplice vendita del prodotto e debbano piuttosto creare socialità, conoscenza, cultura. Perché il design non deve essere fine a sé stesso, ma stimolare scambi di idee fra persone che magari in comune non hanno nulla. La Rete, in questo senso, ha molto da insegnare con i suoi nodi che  comunicano tra loro senza apparente logica, lasciando liberi di muoversi  e di esprimersi, arrivando in posti impensabili e creando percorsi  sempre nuovi.

 

Sezione Grafiche

 

Tenendo comunque presente tutto quello che vi abbiamo detto sul valore delle Relazioni,  sul carattere sociale del brand Lago e dei suoi arredamenti, il brief delle grafiche è totalmente libero. Non poteva essere altrimenti. Avrete a disposizione numerose immagini già utilizzate dall’azienda, immagini ambientate e/o scontornate, di prodotti e situazioni varie. Potete usare tutte queste foto per creare la vostra libera pubblicità per Lago. Siete liberi di inventarvi una grafica pubblicitaria anche senza nessuna di queste immagini.

 

Sezione Video

 

Realizzate un video divertente, irreverente, coinvolgente sul tema delle Relazioni e i legami tra persone, spazi, territorio. Non è necessario che tiriate in ballo l’arredamento: potete anche farlo, ma  sono le Relazioni il valore che si vuole rappresentare. Chiudete il  vostro video con il marchio Lago. E, se vi va, ma solo se vi va, anche con un claim indovinato.

 

Premi

 

Il management di Lago selezionerà le 10 migliori grafiche pubblicitarie (ciascuna di essa con un premio di 300$) e i 5 vincitori corrispondenti ai cinque migliori video (ciascuno di essi riceverà un premio di 2.000 $ a testa). Non solo. Dal 21 novembre all'8 dicembre 2010, LAGO parteciperà  con uno spazio espositivo a Padova in occasione di “RAM. Ricerche  Artistiche Metropolitane”. I videomaker vincitori potranno usare lo spazio espositivo LAGO come set per girare qualunque idea divertente e originale venga loro in mente.

Le grafiche e i video vincitori verranno esposti al Fuorisalone 2011 di Milano.

 

Per scaricare i materiale e leggere il brief completo del contest vai su Zooppa!

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Milano e Venezia, l'una capitale della moda e del design, l'altra dell'arte e dell'architettura intessono, questa settimana, un dialogo sul design. Tanti eventi, distribuiti in tutto il tessuto cittadino, alla ricerca di uno scambio tra nord-ovest e nord-est, tra pubblico, negozi e designer.

 

Partiamo da Milano che, dopo il Salone del Mobile, si riconferma uno dei poli di attrazione per gli appassionati di design. Due attesissime iniziative prendono vita in questo weekend: Milano Design Weekend e Brera Extraordinaria. In città sembra di stare alle prove generali per il prossimo Salone. Si parte domani, giovedì 14 ottobre, e si va avanti fino a domenica 17.

 

Milano Design Weekend 2010 è una quattro giorni dedicata allo shopping di prodotti di arredamento, percorsi di design, arte e architettura organizzata dal Gruppo Mondadori e RCS MediaGroup. Si tratta della prima edizione di un evento pensato per le aziende del settore arredo, tra le principali eccellenze dell'industria italiana. Oltre alle attività commerciali verranno coinvolte anche gallerie d'arte, studi di architettura, musei, hotel e le principali librerie dei due gruppi editoriali in città.

 

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Il tema di Milano Design Weekend 2010 è "L'Arte di vivere - Una nuova intimità". Un tema che celebra la casa come luogo di protezione e calore, ma anche l'arte come terreno dove far incontrate la dimensione privata e quella pubblica e condividere i propri valori intimi.

 

Due concorsi a premi solleticheranno il pubblico. Per il primo, ogni showroom e negozio aderente selezionerà un prodotto CULT che sarà pubblicato con gli altri in un minicatalogo online e potrà essere votato dal pubblico. Ogni prodotto sarà vinto da un fortunato sorteggiato tra i votanti. Per il secondo concorso, protagonista sarà la Design Card, una sorta di passaporto del design disponibile on e offline e che dovrà essere timbrata all’ingresso di tutti i punti del circuito Milano Design Weekend. Raggiunti dieci timbri la card potrà essere imbucata nelle urne presenti negli info point per partecipare, tramite estrazione, ad un grande concorso finale. Al Triennale Design Museum sarà istituita un'apposita postazione per il timbro.

 

Non perdetevi l'appuntamento con Francesco Bonami, sabato 16 alle 11.00, in Piazza Affari dove il critico d'arte racconterà la famosa opera di Maurizio Cattelan, L.O.V.E..

 

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Altra bella iniziativa è Milano Segreta: 5  itinerari di architettura e design per conoscere luoghi inediti della città e spazi privati degli architetti milanesi (Brera-Garibaldi, Zona San Babila, Case Museo, Design Hotel, Studi di Architettura e Design). La partecipazione è gratuita ma bisogna prenotarsi (qui tutte le info).

 

Qualche suggerimento su cosa vedere lo trovate sul sito "At Casa".

 

Anche Brera, storico quartiere milanese fucina della vita culturale della città, si anima per l'occasione con l'iniziativa Brera Extraordinaria. Partecipiamo anche noi di LAGO. Il nostro Appartamento LAGO, al civico 30 di via Brera, ospiterà ArtTension, un'esposizione dedicata al tema "Passato Remoto". Gli autori che espongono sono stati selezionati attraverso un bando di ricerca di progetti artistici basati sull'immagine fotografica e ispirati a un preciso tempo verbale (il passato remoto in questo caso). Promotore dell’iniziativa è Art Visual - l’Associazione che unisce gli artisti visivi attenti in particolare al linguaggio fotografico e i loro interlocutori - in collaborazione con Mariateresa Cerretelli e in partnership con Photographers.it. Il Vernissage è domani 14 ottobre alle 19.00. Non dimenticate di passare per il Video-live set sabato 16 ottobre alle 20.00.

 

All'altro capo del Nord Italia anche Venezia riscopre il design. La città lagunare, che non aveva ancora un evento dedicato al mondo del design, da venerdì scorso 8 ottobre, è teatro della Venice Design Week, un insieme di percorsi articolati in un network di mostre dove artisti e designer sono protagonisti. Ma non si tratta solo di esposizioni o tavole rotonde dedicate al Design, ma anche di serate in ristoranti che propongono menù studiati per stupire e deliziare i sensi e Night Life Design Party. Venice Design Week è un viaggio all'interno della cultura e dell'esperienza quotidiana per scoprire punti di vista diversi, come il pane fucsia (colore dei luoghi della manifestazione) al profumo di rapa rossa. Cercate le panetterie tra le calli per assaggiarlo!

 

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Venezia, come Milano, ha indetto un concorso. "Fabbricare cose" si rivolge a studenti e professionisti, chiamati a creare un set di oggetti (minimo 3) utilizzando tecniche produttive legate all'arte, all'artigianato e all'industria.

 

Rimane, oramai, solamente il weekend per partecipare agli ultimi appuntamenti. Tra gli eventi più interessanti non perdetevi, stasera, la presentazione del libro "Il design spiegato a mia madre" di Fabio Novembre che, alle 18.00, incontrerà il pubblico in Salizada San Moisè / Spazio Mondadori (vaporetto 1 fermata Vallaresso San. Marco, 30 min. dalla stazione).

E, naturalmente, perché non chiamate i ragazzi dell'Appartamento LAGO veneziano per prenotare una visita?

 

Che dire? Buon Design Weekend!

 

 

 

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"A casa di..." questa settimana è un po' speciale. La casa che visiteremo è quella di Federica, la tenant del nostro ultimo Appartamento, inaugurato fresco fresco a Riccione sabato scorso. L'Opening Party, come ci racconta la padrona di casa, è stato un successone!

 

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"Non volevo fare un'inaugurazione spartana" spiega Federica "così ho cercato delle collaborazioni. Il risultato? Un serata entusiasmante e la casa piena di gente! Alle pareti c'erano le foto di Cristiano Mazzocchi, mentre l'illuminazione era stata curata da Serafino Renzo. E poi il Dac Studio, che si occupa di realtà aumentata, aveva sistemato una sagoma di carta della Huggy sul pavimento. Puntandoci la webcam la poltroncina disegnata da Brit Leissler veniva proiettata in 3d sul monitor di pc e tv. Nella cucina 36e8 lavoravano, invece, i cuochi dell'osteria Aquasalata, che ci hanno preparato dei deliziosi manicaretti e li hanno sistemati dalla padella direttamente ai piatti dei nostri ospiti!".

 

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Mamma di una bambina di 7 anni, la nostra vulcanica tenant di professione fa l'ingegnere, ma ha sempre avuto una grande passione per l'interior design. Quattro anni fa ha comprato una nuova casa, più grande rispetto alla precedente, e da allora aspettava l'occasione giusta per riarredarla.

Le sono sempre piaciuti i mobili LAGO e ci teneva d'occhio da un po'. (Il suo compagno lavora al Lagostore di Riccione). Quando ha sentito del progetto Appartamento non ha esitato nemmeno un attimo ad inviare la sua candidatura.

 

Come mi ha raccontato, ha trovato subito il giusto progetto di interior. La prima composizione alla quale ha pensato è la stessa che, alla fine, ci ha inviato. Il profilo che salta fuori è quello di una donna decisa che quando si mette in testa una cosa la realizza in men che non si dica.

Ci siamo accorti subito che poteva essere una perfetta ambasciatrice LAGO e così è nato l'Appartamento di Riccione!

 

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Ma com'è l' "Appartamento" di Federica?

 

Innanzitutto chiariamo che non si tratta di un appartamento, ma di una casa vera e propria, una bifamiliare. Partiamo dal piano terra per il quale Federica ha scelto toni neutri, sobri, molto naturali che ben si sposano con il pavimento in legno di castagno. Bianco, spago, cocco, con un tocco di colore dato dal fumo e dal paglia.

 

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"Scegliere i colori è stata la parte più difficile del progetto. Ci ho pensato e ripensato. Inizialmente avevo considerato anche colori più decisi, ma poi ho pensato che col passare del tempo magari mi sarei stancata, così la mia scelta è caduta su colori neutri. L'unica nota diversa della casa l'ha inserita mia figlia Caterina che ha deciso da sola l'arredamento di  camera sua: lilla, bianco e salvia. Così come la scritta CATE realizzata col lagolinea!" racconta.

 

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E' così entusiasta della sua nuova casa che, quando le ho chiesto se avesse una stanza preferita mi ha detto che lo sono tutte! Se prima aveva una preferenza, adesso non sa proprio decidersi, perché per la prima volta in vita sua si sente davvero a casa. Sceglie la stanza in base all'umore del momento o alla luce del giorno. La sera in sala guarda i cartoni animati con Cate, mentre per lavorare preferisce mettersi sul lettone Justmat della mansarda (la stanza più riposante).

 

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L'Appartamento di Riccione ha anche una graziosissima veranda. E' il posto ideale per delle grigliate fra amici, ma in questo periodo la padrona di casa lo usa per lavorare. Posa il notebook sul tavolo colors e si gode gli ultimi soli.

 

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Dulcis in fundo alla nostra tenant piace molto cucinare, come si può capire dai ricettari sistemati sul lagolinea in cucina. Ha già in mente di dedicare il prossimo evento alla cucina emiliana e sta organizzando una serata durante la quale una signora verrà in casa ad insegnare a lei e ai suoi ospiti a fare le tagliatelle. Mmmmm!

 

"Progetti per il futuro?" le chiedo.

 

"Sto sviluppando delle idee. Si avvicina il periodo natalizio e, oltre alla serata dedicata alle tagliatelle, sarebbe carino organizzare un corso di decorazioni fatte a mano...poi ho altri eventi in mente, ma non voglio svelare nulla per adesso...".

 

"Va bene Federica non ci resta che aspettare e augurarti un bell' in-bocca-al-lupo per la tua nuova avventura!"

 

Nome: Federica

Città: Riccione

Abitazione: Casa bifamiliare 120 mq

Mobili: 36e8, cucina36e8, dispensa NOW, NOW, lagolinea, justmat, fluttua, tavolo colors, morgana, huggy

Rivenditore: Lago Store Riccione

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Brit Leissler è una nostra vecchia conoscenza. Nel dicembre 2006, ha frequentato il Lagostudio per la prima volta, mentre era ancora una studentessa del Royal College of Art di Londra. È tornata nell'estate del 2007 (dopo la laurea al Royal College of Art di Londra con un Master in Product Design). Quell'anno ha dato alla luce Huggy. Brit ha studiato design presso l'International School of Design di Colonia e il  California College of the Arts di San Francisco. Per diversi anni ha anche lavorato come designer per varie aziende in Germania e Svizzera. Brit Leissler is an old friend of LAGO. In December 2006, she attended Lagostudio for the first time, while she was still a student at the Royal College of Art in London. She came back in summer 2007 (after graduating from the Royal College of Art in London with a Master Degree in Product Design) and gave birth to Huggy. Formerly she studied design at the Koeln International School of Design, as well as the California College of the Arts in San Francisco. For several years she also worked as a designer for various companies in Germany and Switzerland.

 

Ma chi è Brit Leissler? Nel suo sito internet dice di sé stessa: "Brit viaggia molto, ama l'eccentricità in tutte le sue forme, unisce i puntini e si diverte a conversare con tutti i tipi di persone strane e meravigliose. Non mangia animali, va pazza per il formaggio, ama gli scoiattoli di Kensington, la robot-dance e le idee che migliorano la vita". Un bel personaggio, non credete? Buona intervista! But who is Brit Leissler? In her website, she says about herself: “Brit travels a lot, loves all forms of eccentricity, joins up the dots and enjoys to get into interesting conversations with all kinds of weird and wonderful people. She doesn’t eat animals, is hot for cheese, loves the Kensington squirrels, robotic dance moves and life enhancing ideas”. Quite a nice character, don’t you think? Enjoy the interview!

 

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Valentina: Ciao Brit. Felice di rivederti. Iniziamo con Huggy, la poltroncina che hai disegnato per LAGO. Raccontami, come t'è venuta quest'idea meravigliosa? Valentina: Hi Brit. Happy to see you again. Let’s start with Huggy, the armchair you designed for LAGO. Tell me, how did you come up with this wonderful idea?

 

Brit: Ero al Lagostudio, nell'estate del 2007. Stavo giocando con dei materiali, per un workshop, cercando di creare delle forme. In pratica avevo questo pezzo di gommapiuma (che è poi il materasso) e cercavo di capire come dargli una forma. Avevo notato che se lo arrotolavo, lo fissavo alla base e lasciavo libera l'altra estremità diventava una specie di un fiore...che poteva funzionare bene come seduta. Quando Daniele Lago e Gianpaolo (Direttore Commerciale LAGO) videro la mia presentazione, anche se Huggy era ancora ad uno stato embrionale, capirono subito il potenziale dell'idea e mi chiesero di svilupparla ulteriormente. Così uscii a comprare un ENORME pezzo di gommapiuma. Fu una piccola avventura trasportalo sulla capote della macchina del Lagostudio...una vecchia Fiat arrugginita, che sembrava collassare da un momento all'altro...fu un pomeriggio davvero divertente! Brit: I was in Lagostudio. Summer 2007. I was just playing around with materials (for a workshop), trying to create shapes. Basically I had this piece of foam (representing a mattress) and tried to figure out how I could bring it into a shape. I noticed that when I rolled it together, then fixed and held the bottom side, the top would open, in a way like a flower blossom...and that this shape would work very well as a seat. When Daniele Lago and Gianpaolo (Commercial Director of LAGO) saw it in my presentation, even at that early stage, they realised the potential of the idea and asked me to develop it further. So I went out to buy a HUGE piece of foam. It was a fun little adventure, transporting that mattress on top of the roof of the Lagostudio car...an old rusty Fiat, which always kept breaking down...I remember it as a very fun afternoon!

 

V: Posso immaginarlo! Hai avuto difficoltà nel passare dall'idea alla sua produzione? V: I can imagine! Did you find difficult to turn the concept into production?

 

B: Beh...ho provato così tanti prototipi! Ogni volta che cambiavo un parametro, dovevo cambiare anche tutti gli altri. Ad uno stadio iniziale è tutto un andare a tentativi...devi capire cosa potrà funzionare e cosa no. Ho provato tanti materiali con tante densità diverse, differenti diametri per il cilindro, vari spessori del materasso...perché tutte questi aspetti sono connessi nel design di Huggy. Il materasso doveva funzionare come un letto in termini di lunghezza, densità e spessore. Ma arrotolato doveva fungere anche da poltrona. E alla fine volevo anche che il prodotto fosse molto semplice: un materasso intrappolato in un anello. Ad ogni modo, costruii una semplice struttura di legno nella quale infilai il materasso e funzionò! Eravamo ancora lontani dal prodotto finale, ma funzionò. Uno poteva tranquillamente sedersi e questo ci dimostrò che il prototipo poteva diventare un prodotto reale, funzionante. Questo è stato il punto di partenza. Ed è anche una cosa che la maggior parte della gente non realizza sul design, che gran parte di esso è invisibile. Non lo vedi nel prodotto finito. B: Well… I had to go through sooooo many different prototypes, because it happened that whenever I changed one parameter, I had to change the other ones as well. At such an early stage of development it is all a bit "trial & error"...you kind of guess, what might work. I had to try so many different densities of materials, various diameters for the cylinder, thicknesses of the mattress...because all these things are connected in the Huggy design. The mattress has to work as a bed in terms of its length and density and thickness. But rolled up it also has to work as a comfortable seat. And in the end I wanted the product to look very simple...like a mattress stuffed in a ring. Anyway, I made a simple structure out of wood in which I squeezed that mattress - and it worked! It was still far from a finished product but it worked. One could sit in it and it showed to all of us that this could be turned into a real, working product. That was, in a way, the starting point…That’s what most people don't realise about design - the main part of it is invisible. You don't see it in the end product.

 

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V: Sì, credo che la fase del "work in progress" sia molto interessante...oltretutto gli ostacoli, a volte, possono portare nuove soluzioni che magari sono anche migliori di quelle che avevamo pensato all'inizio! V: Yeah, I think that the "work in progress" is quite interesting though…and sometimes obstacles can bring us to new solutions which are better than those we thought at the beginnig!

 

B: Sì, hai assolutamente ragione! È importante mantenere una visione chiara lungo la via. Devi essere di mentalità aperta e accettare che quello che avevi in mente all'inizio potrebbe non funzionare, bisogna essere aperti a nuove soluzioni. A volte, però, le persone sono troppo ossessionate da un'idea e cercano di spingerla con ogni mezzo, a dispetto dell'ovvia lampante realtà che mostra chiaramente che non funziona e non funzionerà. Questo atteggiamento dà vita a design super-complicati, super-stilosi...non sono una stilista (da qui il mio nome: Shoot the Stylist! - Spara allo stilista!). Credo nella bellezza, ma cerco la bellezza nella semplicità, non nella super-decorazione. B: Yes, you are absolutely right! It is important to keep a clear vision along the way. You have to be open-minded and accept that what you have in mind might not exactly work out, so you have to be open for new solutions. But sometimes people become too obsessed with an idea and try to push it through by any means, regardless of glaringly obvious reality that clearly show it doesn't and won't work. Sometimes this creates overcomplicated designs; certainly over styled ones...I am not in any sense a stylist (hence my name: Shoot the Stylist!). I believe in beauty, but I find beauty in simplicity, not in over-decoration.

 

V: Effettivamente, Huggy è molto semplice, anche nella possibilità di essere trasformata in un letto...è incredibile! Questa doppia funzione risolve tantissimi problemi quando hai degli ospiti e non sai dove metterli! È un design che aiuta la vita quotidiana e non la complica! V: Actually Huggy is very simple, even in the possibility to transform it into a bed...it's amazing! This double function solves so many problems, when you have guests at home and you do not know where to place them! It's like design helping everyday life, not complicating it.

 

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B: Sì, sono molto orgogliosa del prodotto. Molto semplice...sono una grande fan della semplicità e dell'approccio "quello che compri è quello che vedi". Molte persone potrebbero trovare questo una sorta di approccio di non-design. Perché non ha a che fare direttamente con lo stile. È più un lasciare che un concetto realizzi sé stesso...ma non mi piacciono i meccanismi complicati...credo che il design sia trovare l'essenza di un'idea e poi sarà l'idea a realizzare sé stessa. Spero che la gente capisca quello che voglio dire...in un certo senso, è un approccio che assomiglia molto a quello LAGO. Sento che questo puàò essere un terreno di lavoro meraviglioso tra azienda e designer! B: Yes, I am very proud of the product. Very simple...I am a big fan of simplicity and a "what you see is what you get" approach. Some people might find the outcome of that approach a "non-design" approach. Because it doesn't really involve styling. It is more about letting a concept realise itself...but I don't like complicated mechanisms...I believe design is about finding the essence of an idea and then this idea will realise itself...I hope people understand what I mean...This is also very much a LAGO approach. So I feel that is a wonderful ground for a working relationship between company and a designer!

 

V: È quello che qui chiamiamo il design delle relazioni. Comunque, questa sorta di approccio di non-design...credo che si sposi bene con la nostra società, così liquida...dove tutto cambia e nulla rimane uguale...possiamo dire che la Huggy è figlia di questo mondo iper-mutevole. E poi ha anche vinto il Good Design Award 2009! V: That’s what we call the design of relations. Anyway this kind of non-design approach...I think it suits well with our society, so liquid...always changing, where nothing is on the same way…we can say that your Huggy is the daughter of this hyper changing world. It also won the Good Design Award 2009!

 

B: Sì, il Good Design Award è un bel riconoscimento ufficiale del mio design! Sento che il design debba avere una componente emotiva. E, in un certo qual modo, huggy tocca le persone emozionalmente. Anche perché crea una situazione di seduta intima, accogliente. B: Yeah, the Good Design Award was a nice official recognition of my design! I feel design always has to have an emotional component. And somehow Huggy touches people emotionally. Also because it creates such an intimate, cosy seating situation.

 

 

V: Brit, parlami un po' di più della tua filosofia...hai chiamato il tuo studio "Spara allo stilista!". Un nome emblematico. V: Brit, tell me more about your philosophy…you called your studio “Shoot the Stylist”. An emblematic name.

 

B: Sì. Molte persone confondono il design con lo stile delle superfici. Ma spesso va molto al di là di questo! Idealmente comprende un concetto o un'intera filosofia. La mia filosofia si chiama "ambientalismo emozionale"...se ha senso...B: Yes. A lot of people mistake design as the styling of surfaces. But it goes way beyond that! Ideally it should involve a concept or a whole philosophy. My philosophy is, if you like, "emotional environmentalism"... if that makes sense..

 

V: Che cosa intendi con "ambientalismo emozionale"? V: What do you mean with it?

 

B: Credo che il design debba creare delle vie, più che cose su COSE! Infatti, il design può creare anche cose intangibili, non materiali...può fornire una struttura, o un servizio, o persino una situazione. Ecco quello che voglio creare: un design per VIVERE, che sia capace di dare un beneficio. E questo modo di pensare comprende anche molta etica. Stavi parlando dei tempi nei quali viviamo...Penso che non siano veramente etici. Sembra che la regola sia: "Finché riesci a farla franca, tutto è permesso". Così, ai giorni nostri, le persone più insipide, avide, volgari e senza arte né parte, sembrano fare e avere più soldi..però questo sembra essere il principio guida dei nostri tempi...ed è così da un po'. Per opporsi ad esso cerco di avere un design etico. B: I believe design should create ways, more than just more and more STUFF! In fact, design can also create intangible things, material-less...it can just provide a structure, or a service, or even a situation. That’s what I want to create: design for LIVING, providing a benefit. And in all of this way of thinking there are many ethics involved. You were talking about the times we live in...I think the times we live in are certainly not very ethically sound. It seems that the rule is: “As long as you get away with it, everything is allowed”. So these days the most tasteless, greedy, vulgar and artless people seem to make and have the most money... nevertheless this is the driving principle of now… and has been for some time. So, to oppose this, I try to be about "ethical design".

 

V: Sto intervistando anche altri giovani designer...etica è una parola riccorrente...penso che questa crisi stia spingendo le imprese, i designer, la gente in generale a ripensare la loro attitudine verso l'ambiente! V: I'm interviewing other young designers...ethics seems to be a recurrent word…I think this crisis is pushing enterprises, designers, everyone to re-think their attitude towards the environment!

 

B: Sai, quando disegni devi considerare non solo i costi di produzione...certo sono importanti, altrimenti non riusciresti a produrre qualcosa e a renderlo fattibile...tuttavia devi anche considerare i costi ambientali e socio-culturali del tuo prodotto. Se crei delle cose brutte, contribuisci a rendere il mondo brutto. E non sto parlando di come appaiono le cose...sto parlando di quello che rappresentano come sistema di valori. Non sono per gli inganni! Ma non sono nemmeno contro la spensieratezza nel design! Il design può essere divertente, anche sciocco...la cosa più importante per me è che tocchi le persone in un modo o nell'altro...e dia un certo beneficio. E sento che ci sono molti, molti bisogni che ha la gente là fuori e che non sono stati considerati dai designer. Con LAGO sento che c'è molto spazio per creare prodotti su larga scala, raggiungere molte persone e creare così un impatto silenzioso nella vita quotidiana. B: You know, when you design you should consider not only the production costs... of course they are important, otherwise you will not be able to produce something and make it feasible... However you also have to consider the environmental and even the socio-cultural costs of your product. If you just create ugly stuff, you contribute to make the world ugly. And I am not only talking about how things look... I am talking about what they represent as a value system. I am not for gimmicks! But I am not against light-heartedness in design! It can be fun, even silly... the main thing for me is that it touches people in one way or another... and provides a certain benefit. And I feel there are many, many needs that people have out there that are not being addressed by designers. With LAGO I feel there is great environment to create products on a big scale, reaching many people,and therefore create a "silent impact" in people's everyday lives.

 

V: Un impatto silenzioso sulle nostre vite... V: A silent impact in our lives...

 

B: sì. Sento che il design dovrebbe fare questo idealmente - creare un cambiamento nel modo in cui viviamo. Non voglio essere una "dittatrice di design"...quel che intendo è che, come designer, bisogna essere capaci di leggere con sensibilitàil modo in cui la gente vive, le interazioni che ha tutti i giorni, etc. Come designer puoi anche creare il contesto del tuo prodotto...puoi crearci il mondo in cui metterlo...se è un mondo con il quale le  persone si identificano, troverai sempre un "mercato" per esso. Non credo nel marketing...Credo piuttosto nel toccare DAVVERO le emozioni dela gente e non nel cercare di convinverle artificialmente a comprare qualcosa che magari non gli serve. Quindi, se le persone si identificano con il tuo "mondo" e le cose che disegni per esso, parteciperanno...spero che questo abbia senso...abbastanza astratto come concetto, ma mi hai chiestod ella mia filosofia. Penso che sia molto importante avere un certo senso di responsabilità, come designer. Perché HAI una grande responsabilità quando crei COSE per altre persone. B: Yes. That’s what I feel that design can do ideally - create a change in the way we live. I don't mean I want to be a "design dictator"... I mean more that, as a designer, you have to be able to read sensitively the way people live, the everyday interactions they have, etc. I do think as a designer you can also create, in a way, the context for your product... you can even create your own world for it... if it is a world that people can identify with, you will always find a "market" for it. I don't believe in marketing... I believe in REALLY touching people's emotions, not artificially trying to convince them to buy something that they don't really need. So, if people feel they identify with your "world" and the things you design for it, they will participate in it.... hopefully this makes sense? Quite abstract, I know... but you were asking about my philosophy... I think it is very important to have a certain feeling of responsibility, as a designer. Because you HAVE a great responsibility, when you create STUFF for other people.

 

V: Assolutamente. Bisogna usare un approccio di fine-tuning...ho visto la tua ultima creazione nell'Appartamento LAGO di Brera...Punch'n'Cuddle. Era così divertente!! E così utile!! V: Absolutely. You must use a fine-tuning approach…I saw you last creation in Brera, in our Appartamento…Punch’n'Cuddle. It was sooooo enjoying!! And so useful!

 

B: Grazie, è quello che intendevo...crea la tua visione e la gente ti seguirà! Con Punch’n’Cuddle mi indirizzo ai bisogni emozionali che tutti abbiamo. È quello che chiamo un "arredo emozionale"...chi ha detto che l'arredamento deve assolvere solo a problemi di seduta o contenimento? I mobili, essendo oggetti di cui ci circondiamo negli ambienti in cui viviamo, devono assolvere a più esigenze. Ad esempio, Punch'n'Cuddle serve per l'equilibrio emotivo. Come dice il nome: puoi picchiarlo e coccolarlo, puoi sfogare la tua aggressività o semplicemente ricevere affetto. In un certo senso diventa il sostituto del fidanzato...solo che ti perdonerà sempre e non ti picchierà mai... B: Thank you, that is just what I mean... creating your own vision and people will get it! With Punch’n’Cuddle I am addressing emotional needs that we all have. I call it a piece of "emotional furniture"... who says that furniture can only address seating or storage problems? Furniture, being objects that we surround ourselves with in our living environments, should address way more issues. So Punch’n’Cuddle is for emotional balancing. As the name says: you can punch it and cuddle it, you can get your aggressions out or simply receive love from it. In a way it is like a substitute boyfriend... only that it will always forgive you and never punch back... only return love!

 

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V: Hahaha! Spero che tu non picchi il tuo fidanzato... V: Hahaha! I hope you won't hit your boyfriend…

 

B: No, non lo picchio più da quando ho Punch'n'Cuddle. Va bene per ogni relazione, che sia con i tuoi bambini, il tuo partner, il tuo capo. Perché puoi bilanciare la tua emotività ed esprimere la tua aggressività senza far del male a nessuno...Punch’n’Cuddle, invece, è felice di prendersele tutte. B: No, I don't have to hit him anymore since I have Punch'n'Cuddle It is good for every relationship, whether it is with your children, your partner or your boss. Because you can balance your emotions and get rid of your aggressions without having to hurt the other person... Punch’n’Cuddle is happy to take it all instead

 

V: Devo assolutamente comprarlo! Rappresenta molto bene il tuo approccio di "ambientalismo emozionale"...è fatto di bamboo e cotone al 100% e permette ai bambini di giocare...e ai loro genitori di sfogarsi. V: I must buy it definitely! It represents very well your "emotional environmentalism" approach…it's made of bambù and 100% cotton and it lets children play… and their parents yelling outrage.

 

B: Sì, i bambini lo adorano...e la cosa meravigliosa è che i bambini (ma anche gli adulti) capiscono al volo l'oggetto...non hanno bisogno di spiegazioni! Per quanto riguarda i materiali, invece, ho cercato di mantenerlo molto tangibile...come dicevi, 100% cotone e bambù, due materiali molto caldi e naturali e ottimi in termini di sostenibilità. Comunque tutta la faccenda della sostenibilità penso che, nell'ultima decade, sia stata usata troppo come una cosa da marketing! Non voglio scriverla A GRANDI LETTERE sulla mia fronte...per me dovrebbe essere considerata una cosa naturale, per questo mi arrabbio se viene usata come esercizio di marketing. B: Yes, children love it.... and the wonderful thing is that children (and also adults) always instantly understand the object... they never need explanations! In terms of materials I wanted to keep it very tangible... as you said, 100% cotton and bamboo... both very warm and natural materials and, in terms of sustainability, also very good materials. But…regarding the whole sustainability issue…I think that in the past decade it has been used too much as a marketing thing! I don’t want to write it with BIG LETTERS on my forehead.... for me it should be natural to consider this, so I really can’t stand it if people use it as a marketing exercise.

 

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V: Che mi dici dei progetti futuri? V: And what about future projects?

 

B: Oh, ce ne sono tanti. Ora sto progettando in partnership un serie di strumenti musicali...THE ALIEN NOISE ORCHESTRA...si tratta di sintetizzatori fatti con un materiale soffice, che funzionano con diversi tipi di sensori. In questo modo gli strumenti diventano quasi personaggi, piuttosto che freddi strumenti musicali. La musica o meglio il rumore che fanno (la musica non è che rumore strutturato) diventa la loro voce... B: Oh, there are a lot of projects in the pipeline. One work in progress is a series of instruments that I am working on with a partner... THE ALIEN NOISE ORCHESTRA... they are all synthesisers, but made from soft materials, only working with very different kinds of sensors. So the instruments become characters, rather than cold electronic tools. The music or rather noise they make (music is nothing but structured noise) becomes their voice…

 

V: È davvero interessante, non vedo l'ora di vederli! Ultima domanda...c'è qualche designer da cui trai ispirazione o il cui lavoro ti ispira? Qualcuno che credi stia lavorando bene e comunicando bene con le persone e i loro bisogni... V: That's really interesting, I’m looking forward to see it! Last question…is there some designer or artist whose work inspires you? Some artists you think is doing well and is communicating well with people and their needs…

 

B: Beh, potrei fare il nome di designer/artisti/creativi di tutti i tipi che adoro e rispetto! Ma cerco piuttosto di trovare ispirazione da cose diverse, più che dall'opera di altri designer. Credo che non ci sia niente di peggiore che lasciarsi ispirare dal proprio gruppo/mondo. Preferisco essere ispirata dalla natura, o guardando le persone, osservando come fanno le cose, o trasferendo principi e forme che osservo in natura o persino in un ambiente urbano... B: Well, I could name a whole bunch of designers/artists/creatives of all kind that I adore and respect! But I try to get inspired rather by very different things, other than work of other designers. I think there is nothing worse than just getting inspiration by your own lot. I prefer to get inspired by nature, or watching people, how they do things, or transferring principles or shapes that I observe in nature or even an urban environment into something else...

 

V: Ero sicura di avere questa risposta! Per questo te l'ho chiesto! V: I was sure to get this answer! That's why I asked you!

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Questa settimana abbiamo deciso di portarvi "A casa di Francesca".

 

Inutile dire che in un primo momento l'ilarità è dirompente data la nostra  omonimia: "Ciao Francesca, piacere sono Francesca dell'ufficio Marketing di  Lago", per qualche collega che mi stesse ascoltando c'era il rischio che  pensasse ad un mio temporaneo  momento di pazzia!

Ci siamo accordate di sentirci in pausa pranzo per essere più tranquille: lei  riesce subito ad immaginarmi dentro ad una stanzetta isolata da tutto il resto  per concentrami sulle sue parole, mentre io la sento che gironzola un po' tra  gli uffici fino a quando non trova la postazione che le permette di mettersi a  suo agio.

In quattro parole le spiego questo nostro progetto giusto per farle capire di  che cosa è protagonista e poi Francesca comincia a raccontarsi attraverso una  voce dolce con un leggero accento torinese.

 

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Avrete sicuramente capito dove stavolta abbiamo impostato il nostro  navigatore virtuale. Infatti nella zona di Torino la nostra padrona di casa, 33  anni laureata in ingegneria gestionale, lavora nell'ufficio acquisti di  un'azienda del settore metalmeccanico e da poco si è trasferita nel suo  nuovissimo appartamento di 50 mq. Era da un po' che aveva in mente questo  obiettivo non solo come realizzazione di una propria indipendenza ma anche, come  lei stessa dice: "Come segno di responsabilità e di crescita che ho potuto  concretizzare nel momento in cui avessi raggiunto una determinata posizione  economica". Sembra proprio che Francesca abbia proprio la testa sulle  spalle!

 

Iniziando a raccontarsi, si definisce una ragazza sportiva ed in particolare:  "Sono una runner" mi specifica, " Ho cominciato 4-5 anni fa con un'amica e ora è  una droga." Una "dipendenza" che la porta ad allenarsi con estrema costanza  tutti i giorni compresi il sabato e la domenica. "E' uno sport che ti dà gioie e  dolori, che muta in base al tuo stato fisico e psicologico. Ma io sono una  testona e non mi arrendo facilmente" puntualizza.

 

La sua perseveranza  mi porta spontaneamente a chiederle:

 

- "Ma quindi gareggi anche?".

 

- "Sai, anche i miei amici più volte mi hanno suggerito di partecipare a  qualche gara, ma per me la corsa è solamente uno svago e divertimento". In quei  50 minuti che quotidianamente dedica a sè stessa, Francesca libera la mente e ne  approfitta anche per prendere le decisioni di ogni giorno.

 

Un'altra "dipendenza" sembra essere quella verso i colori che, come  nell'abbigliamento, le viene naturale accostare. Ma per lei non è solo un  elemento che riflette, ma anche che influenza il suo stato d'animo: "Se sono  triste la gente se ne accorge subito, perchè indosso colori molto forti. I  colori mi hanno anche aiutato nei momenti difficili."  Una cromopatica perciò e  quindi con Lago non poteva che essere un colpo di fulmine come quello che  vorrebbe avere con il suo futuro principe azzurro!

 

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Come arredare quindi i suoi 50 mq? Galeotto fu Enzo di Arredamenti Priolo:  "Ho inziato a spiegare ad Enzo i miei gusti e dopo poche parole lui mi ha  mostrato i cataloghi Lago".

"Mi hanno colpito non solo i colori, ma anche le linee nette, semplici e  minimaliste...forse perchè rispecchiano un po' la mia anima da ingegnere!".  Nasce così un sodalizio che porta Francesca ad arredare la sua camera da letto,  il bagno e la cucina con i nostri mobili. Possiamo dire che se l'è presa con  calma: un anno e mezzo durante il quale rivenditore le ha fatto da mentore  sottostando alla sua testardaggine. Questo trasloco è stato l'occasione per  sbizzarirsi ed esprimere se stessa. Il risultato? Un'esplosione di colori! A  partire già dalla cucina, sospesa e su di un'unica parete, che sbalordisce  chiunque entri in casa fino ad arrivare al bagno di ben cinque colori diversi  dove la nostra inquilina è riuscita ad inserire la lavatrice in un nostro  modulo!

Verso la fine delle nostra chiaccherata ci tiene a precisare come  il colore  delle pareti abbia avuto un ruolo fondamenale, non solo per far risaltare le  composizioni ma anche per dare quel tocco di magia in più che rende speciale  casa sua. Tanto che, con l'aiuto dell'imbianchino e di 25 faretti, Francesca è  riuscita persino a creare un piccolo angolo di cielo stellato nell'ingresso.

 

 

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A questo punto ringrazio la padrona di casa, e chissà che un giorno non mi  inviti a bere il tè in una di quelle fantastiche tazze che ha sopra al 36e8  della sua coloratissima cucina!

 

 

 

Nome: Francesca

Città: Torino

Abitazione: Appartamento 50 mq

Mobili: 36e8, cucina36e8, fluttua, NOW

Rivenditore: Arredamenti Priolo

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Riapre la Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Giunta alla 12esima edizione si potrà visitare dal 29 agosto al 21 novembre 2010. Quest'anno l'evento ritorna nelle mani di un Architetto, un architetto donna per la precisione, Kazuyo Sejima. Una scelta che si fa sentire già dal titolo della Mostra: "People meet in Architecture. Le persone si incontrano nell'Architettura". Del resto non sono le donne, da sempre, depositarie della socialità, del dialogo, della mediazione?

 

Uscendo dalla Vernice del 26, 27 e 28 agosto (una tre giorni dedicata ad architetti, addetti ai lavori, giornalisti) viene da chiedersi se dopo anni di urbanistica spinta sia forse arrivato il momento di progettare per la gente. Per far incontrare le persone nell'architettura servono più vuoti che pieni, serve che l'architettura diventi scenografia e lasci il protagonismo dell'attore a chi la vive.

 

La 12esima Mostra di Architettura è anche il riflesso dei cambiamenti socio-economici che avvengono nella società attuale e la sfida che si trovano di fronte gli architetti di oggi non è semplice. Viviamo un momento di grande crisi economica che ha portato ciascuno a ripensare la propria vita, le proprie priorità. Eliminati gli sprechi, si arriva all'essenziale. Di cosa c'è bisogno oggi? Qualità di vita, sostenibilità, tecnologia, recupero degli spazi. Ma soprattutto c'è la necessità ritornare al cuore dell'architettura: l'uomo. E di costruire sulla base delle esigenze e dei ritmi dell'essere umano.

 

Le partecipazioni nazionali si sono focalizzate proprio su questo. Ecco una selezione che vale non solo uno sguardo, ma una riflessione più approfondita.

 

Padiglione Canada (Giardini)

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Il Canada partecipa alla Biennale per la prima volta. L'opera che porta, curata da Philip Beesley, è insolita e suggestiva: Hylozoic Ground.

Il riferimento è all'ilozoismo, antica dottrina secondo cui la materia è una forza dinamica vivente che ha in sé stessa animazione, movimento e sensibilità senza bisogno di interventi esterni. In Hylozoic Ground, invece, l'agente esterno c'è. Il visitatore si trova di fronte una foresta di microprocessori e sensori in acrilico con cui può interagire. Decine di migliaia di componenti leggerissime che respirano e palpitano come esseri viventi. Da vedere.

 

Padiglione Giappone (Giardini)

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Torna il Metabolismo giapponese nel suo 50esimo anniversario. Curato da Yoshiharu Tsukamoto e Ryue Nishizawa, l'allestimento Tokyo Metabolizing spiega i mutamenti della metropoli, il riutilizzo degli spazi, in una continua trasformazione che ingloba il passato e lo fa diventare presente.

 

Padiglione Korea (Giardini)

 

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Anche l'installazione della Korea Re.Place.ing documentary of a changing metropolis Seoul scatta una fotografia dei cambiamenti della metropoli di Seoul. Il concetto che sottende all'installazione è che la città viene cambiata in continuazione dagli individui che la abitano. Rende bene quest'idea il progetto Differential Life Integral City di Hah Te Soc che chiede al visitatore di partecipare alla trasformazione della città utilizzando degli smartphones. Tramite un'applicazione, immettendo il proprio stile di vita, l'utente crea la propria casa ideale e contribuisce a far crescere la città virtuale.

 

Padiglione Bahrain (Arsenale)

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Vincitore a sorpresa del Leone d'Oro. Nel Padiglione del regno del Bahrain il visitatore viene accolto con un dolcetto tipico e una tazza di tè da sorseggiare nelle capanne dei pescatori che allestiscono lo spazio. L’installazione, intitolata Reclaim, denuncia il declino della cultura del mare nel Regno del Bahrain.

 

Padiglione Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca (Giardini)

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Natural Architecture l'installazione curata da Martin Rajnis parla di sostenibilità, di un'architettura pulita, interamente in legno. Un invito ad eliminare gli sprechi e vivere in modo più naturale.

 

Padiglione Ungheria (Giardini)

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Per il Padiglione ungherese Zsolt Petrànyi crea un'architettura fatta di colonne e corridoi realizzati con fili tesi da matite da disegno. Sembra quasi di stare in un mondo surreale fatto di linee. Del resto Borderline Architecture nasce dal concetto che l'architettura si occupi di linee prima che di case.

Prima di uscire il visitatore è invitato a incidere una traccia di sé su un tavolo.

 

Altri Padiglioni da vedere: Polonia, Romania, Serbia, Francia, Australia, Olanda, Egitto, Gran Bretagna, USA.

 

L'Italia partecipa con un nuovo Padiglione all'Arsenale.

AILATI. Riflessi dal futuro" l'installazioe ideata da Luca Molinari. AILATI, specchio della parola Italia, propone una nuova lettura dell’architettura contemporanea vista attraverso uno sguardo laterale e originale. Si parte dal passato con la sezione Amnesia del presente. Italia 1990-2010, un bilancio sull'architettura italiana degli ultimi vent'anni. Si passa poi al presente con Laboratorio Italia: 10 progetti contemporanei che cercano di dare una risposta a 10 tematiche emergenti. Infine un'incursione sul futuro con Italia 2050, un'installazione pensata assieme alla rivista Wired, che chiama 14 scienziati, pensatori e film-maker “produttori” di futuro ad indicare le priorità dei prossimi decenni. I 1.800 metri quadri del Padiglione Italia sono stati allestiti dagli studi Salottobuono e Francesco Librizzi. La grafica-didascalica è stata curata dai Tankboys.

Da non perdere: Progettare solidale, L'etica libera la bellezza. Cosa fare dei beni sequestrati alle mafie?, Abitare di qualità sotto i 1000 euro al mq, Innesti.

 

Tra i tanti progetti, invece, che il visitatore si trova a scoprire nelle sale bianche dei Giardini e in quelle estremamente peculiari dell'Arsenale, sono da segnalare: le gigantesche travi di cemento di Anton Garcia-Abril & Ensamble Studio, i fili invisibili che costituiscono l'architettura invisibile di Junya Ishigami, la nuvola percorribile di Transsolar & Tetsuo Kondo Architects, il gioco d'acqua e luci stroboscopiche di Olafur Eliasson, la casa sospesa in tessuto blu di Do-ho-Suh, l'incredibile installazione sonora di Janet Cardiff, il film in 3d di Wim Wenders. E tanti altri.

 

La Biennale di quest'anno è davvero interattiva. Per la prima volta i visitatori potranno scaricare dall'App Store, iBiennale, la mappa interattiva che, oltre ad indicare la collocazione dei siti da visitare, offre anche la possibilità di creare un percorso personale e di scrivere le proprie riflessioni nel block notes di ogni singola opera.

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Non tutti, per le vacanze, sono così fortunati da potersi permettere di stare spaparanzati al sole sorseggiando cocktail di frutta in riva al mare. Per chi rimane in città o ha optato per una mini-fuga di 1 giorno abbiamo selezionato quattro mostre (fotografia, arte, architettura e design) che possono rappresentare un bel diversivo alla classica giornata di mare.

 

 

Fotografia

ROMA, MACRO - Museo d’arte contemporanea Roma

1 giugno | 22 Agosto 2010

OSCAR SAVIO: Architettura in bianco e nero

 

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Ultimi giorni per visitare una mostra che raccoglie le fotografie di Oscar Savio, fotografo d’architettura padovano, una figura fondamentale, quanto schiva, nell’ambito della fotografia d’arte del Novecento. Allestita nelle cassettiere della Biblioteca del MACRO, la mostra rende omaggio a più di vent’anni ('50 e '60) di storia dell'architettura romana riproposti in un percorso che diventa una caccia al tesoro nella città, una gara a riconoscere luoghi e segnali, immortalati dalle inquadrature non convenzionali di Savio.

 

Dove: MACRO - Via Reggio Emilia, 54 Roma - Biblioteca, primo piano

Orario: Martedì-domenica 9.00-19.00; (la biglietteria chiude mezz'ora prima della chiusura degli spazi espositivi)

Biglietto (valido 7 giorni per l'ingresso alle due sedi museali): Intero € 4,50 - Ridotto € 3,50

Informazioni: 06 0608 dalle 9.00 alle 21.00

 

 

Arte

FIRENZE, Galleria Palatina di Palazzo Pitti e Galleria degli Uffizi, Villa Bardini

22 maggio | 17 ottobre 2010

Caravaggio e caravaggeschi a Firenze

Caravaggio e la modernità, I dipinti della Fondazione Roberto Longhi


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Caravaggio è, da sempre, una delle figure più affascinanti della storia  dell'arte italiana, vuoi per la genialità, vuoi per il carattere  assolutamente fuori dalle righe che ne alimenta tuttora il mito. In  occasione del quarto centenario della morte del Caravaggio, Firenze rende omaggio al grande artista con un percorso che si snoda da  Palazzo Pitti, agli  Uffizi a Villa Bardini, una parata, completa ed unica, di capolavori del  Caravaggio e dei caravaggeschi che rinnovarono all’inizio del Seicento  la pittura e l’iconografia sacra e profana. Da non perdere.

 

Dove: Galleria Palatina di Palazzo Pitti - Galleria degli Uffizi - Villa Bardin, Firenze

Orario:  Galleria Palatina e galleria degli Uffizi: Martedì – Domenica ore  8.15 - 18.50 / Villa Bardini: Martedì – Domenica ore 10.00 – 18.00
Chiuso il lunedì.

Biglietto:

- Caravaggio Card (ingresso alle 3 sedi museali) intero €. 25.00; ridotto €. 14.50

- Galleria Palatina: intero €. 12.00; ridotto €. 6.00
- Galleria degli Uffizi: intero € 10.00; ridotto €. 5.00
- Villa Bardini: intero €. 6.00; ridotto €. 4.00

Acquista Online.

 

Informazioni: 055.294883

 

 

Architettura

VENEZIA, Biennale Architettura

29 agosto | 21 novembre 2010

12° Mostra internazionale di Architettura (People meet in Architecture)

 

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Ritorna la Biennale di Architettura, la 12esima edizione, dal titolo People meet in Architecture. Diretta da Kazuyo Sejima, la Biennale torna nelle mani di un Architetto, prima donna in assoluto chiamata a dirigerla. La mostra sarà allestita al Palazzo  delle Esposizioni della Biennale (Giardini) e all’Arsenale formando un  unico percorso espositivo, con 48 partecipanti tra studi,  architetti, ingegneri e artisti da tutto il mondo. Sarà  affiancata, come di consueto, da 56 Partecipazioni  nazionali allestite negli storici Padiglioni,ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia.

L'anteprima avrà luogo nei giorni 26, 27 e 28 agosto 2010.

Le nazioni presenti per la prima volta saranno Albania, Bahrain, Iran,  Malesia, Marocco e Ruanda.

Nel Fuoribiennale numerosi eventi collaterali saranno proposti  da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro mostre e  le loro iniziative in vari luoghi della città in concomitanza con la  Biennale.

 

Dove: Giardini / Arsenale, Venezia

Orario:  Martedì-Domenica 10.00-18.00

Giardini chiuso il lunedì (escluso lunedì 30 agosto e lunedì 15 novembre 2010)

Arsenale chiuso il martedì (escluso martedì 31 agosto e martedì 16 novembre 2010)

 

Biglietto: Intero € 20,50 - Ridotto € 16,00 - Acquista Online

Informazioni: 041 5218828

 

 

Design

MILANO, Triennale Design Museum

27 marzo 2010 | 27 febbraio 2011

Quali cose siamo - Terza interpretazione

 

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Continua il ciclo dedicato al nuovo e giovane design italiano. Dopo aver risposto alla domanda Che cos'è il design italiano? con le prime due interpretazioni (Le sette ossessioni del design italiano e Serie fuori serie) Triennale Design Museum presenta una nuova interpretazione del design italiano: Quali cose siamo. Una mostra dedicata al design non istituzionale, al design invisibile e non ortodosso delle cose comuni. Il punto di vista si focalizza sulle storie che scaturiscono dagli oggetti, utili o inutili che siano. Le cose che ci circondano nella nostra vita quotidiana si fanno portatori di tutti i bisogni, i desideri, le speranze della società odierna, acquisendo così un valore estetico che è simbolo degli orientamenti del costume, del gusto e della tecnologia.

 

Dove: Triennale Design Museum - Via Alemagna, 6 Milano

Orario: Martedì-Domenica 10.30-20.30, Giovedì 10.30-23.00; (la biglietteria chiude un'ora prima della chiusura degli spazi espositivi)

Biglietto: Intero € 8,50 - Ridotto € 5,50 (L'entrata al Triennale Design Museum è gratuita dal 1 al 31 agosto!!) - Acquista Online

Informazioni: 02 724341

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Questa settimana ci "auto-invitiamo" a casa di Roberto.

 

In verità possiamo dire che noi Roberto lo conoscevamo già: infatti tempo fa era venuto a trovarci qui nella nostra community per mostrarci le foto di casa sua http://community.lago.it/message/2656#2656.

Non potevo quindi non approfondire la conoscenza con una persona che sicuramente ci ha emozionato con il suo entusiasmo.

 

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Questa volta non parto con le solite domande, trattengo la mia irrefrenabile curiosità (o almeno cerco) e lascio che Roberto si racconti liberamente. La sua voce è amichevole, energica e l'informalità caratterizza, da subito, la nostra chiacchierata al telefono.

Ingegnere edile vive e lavora a provincia di Vicenza insieme alla moglie Laura, laureata in conservazione dei beni architettonici e ambientali. "Una specie di architetto" mi puntualizza per chiarire il dubbio che forse ho palesato non troppo velatamente. Un architetto e un ingegnere sembrano quasi le due metà della stessa mela, e per questa coppia di sposini non è soltanto una metafora, ma la realtà: infatti il loro è un sodalizio cominciato durante i tempi del liceo quando è iniziata la loro amicizia. All'università è scoppiato l'amore che è stato coronato sette anni fa con il matrimonio.

 

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Entrambi lavorano nello studio di progettazione edile del padre di Roberto e da novembre 2009 vivono in una villetta unifamiliare insieme ai loro due bambini. Visto che mi trovo di fronte a due esperti del settore, mi viene da chiedere: "Ma la casa l'avete presa su carta o era già costruita?". In realta è un progetto che hanno ideato e realizzato insieme con l'aiuto dei genitori: "Due anni di duro lavoro che hanno dato sicuramente tanta soddisfazione". In effetti posso solo immaginare che cosa significhi abitare in una casa che puoi dire a tutti gli effetti "tua".

 

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La vita della sua famiglia si concentra principalmente nella zona giorno di circa 70 mq che è la zona più ampia: una cucina con tetto vetrato ed una sala mansardata che si è deciso di colorare con le tonalità del giallo intervallate da bianco e nero. Essendo l'ufficio dove lavora vicino a casa sua, Roberto si gode molto casa sua dove riesce a ritornare persino per la pausa pranzo e stare con sua moglie ed i suoi figli.

Un padrone di casa che si divide tra lavoro e famiglia, ma che fino a pochi anni fa indossava le vesti di un easy rider nostrano. "Mi piace viaggiare" mi rivela: "Visitare città e musei, non semplicemente andare al mare". Fino a pochi anni fa Roberto e la sua inseparabile consorte, in sella alla loro moto, hanno esplorato i posti più disparati d'Italia e d' Europa, intervallandoli con viaggi un po' più "tradizionali" dalla Cina fino agli USA. Con la nascita dei suoi bambini hanno appeso il casco al chiodo: "Solo per il momento" sottolinea Roberto "fino a quando anche loro non saranno pronti per viaggiare".

Se vi capita di girare per qualche forum che tratta di arredamento o di design lo potrete trovare che racconta della sua cucina Lago a chi magari ha qualche dubbio o una semplice curiosità..grazie Roberto, a buon rendere!

 

Nome: Roberto

Città: provincia di Vicenza

Casa: villetta unifamiliare

Prodotti Lago: cucina 36e8, 36e8, Morgana

Rivenditore: FPL arreda

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Ilariamai è un’abruzzese tutta pepe. La prima volta che l’ho incontrata è stato in Appartamento a Brera. Le avevo chiesto di passare perché, con le sue borse, è stato un autentico coup de foudre! Dopo averle viste sparse per l’Appartamento e averle provate (tutte!), ho subito deciso che ne volevo una anch’io. Così ho chiamato Ilaria e lei, gentilissima, è arrivata col fidanzato e due sacche piene di tessuti! Da quell’incontro sono nate due cose: la mia nuova borsa (che è ancora in progress e non vedo l’ora di mettere) e quest’intervista.

 

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Valentina: Ilariamai. Mai è il tuo cognome? O il tuo nome di battaglia nel mondo del fashion?

 

Ilaria: Eheh! È il mio nome di battaglia. "Mai" in realtà sta per maii, latino di maggio…è un mese a me molto caro per vari motivi. Sono nata a febbraio, però ho dei ricordi molto belli della mia infanzia legati al mese di maggio…

 

V: La tua infanzia…dove l’hai trascorsa? Dall’accento direi che non sei milanese.

 

I: In effetti sono abruzzese. Sono nata e cresciuta in un centro storico davvero bello in collina. Si chiama Atri…un paesino di 11,000 abitanti. A 18 anni il salto…ho scelto la metropoli per studiare Industrial Design. A dire il vero ho sempre saputo, fin da piccola, che non sarei rimasta lì. E poi, per quanto siano belle le colline, preferisco il cemento, il caos e i tombini di Milano. Milano mi piace molto. È l'unica città italiana in cui potrei vivere!

 

V: Su questo punto qualcuno non sarebbe d’accordo, ma dimmi hai anche sempre saputo che volevi fare la designer? Riempivi casa di disegnini?

 

I: Veramente no…subito dopo il diploma ho deciso di studiare per diventare una designer, ma non sapevo nemmeno esattamente che cosa volesse dire! Ero addirittura indecisa tra Giurisprudenza, Psicologia e Design...cose davvero molto diverse, direi...ho scelto a istinto e, studiando, ho capito di aver fatto la scelta giusta per me.

 

V: Direi di sì, vista la splendida idea di Comme l’oiseau…com'è nato il concept di queste borse? È la tua prima creazione?

 

I: Ecco, voglio approfittarne per dire tutta la verità sulla nascita di questa borsa. Il progetto è nato durante un seminario sugli accessori di moda in Domus Academy, durante il mio anno di master, nel 2009. Dover disegnare una borsa mi mise parecchio in crisi…tanto per cominciare perché, pur essendo appassionatissima di qualunque accessorio di moda, la borsa è l'unico oggetto femminile che non mi ha mai appassionata molto…io ho pochissime borse che uso per anni…

 

V: Cosa sentono le mie orecchie! Molte donne sgranerebbero gli occhi (me compresa). Maniache come siamo di borse e scarpe…

 

I: Sì…lo so. Io, però, non ho mai apprezzato molto la miriade di borse possibili, piene di dettagli di ogni tipo a mio avviso inutili. All’inizio credevo che questa mia posizione fosse legata alla mia precedente formazione nell’Industrial Design, poi ho capito che era anche assolutamente una scelta stilistica.

 

V: Il minimalismo…

 

I: Esatto! Queste borse hanno un design davvero essenziale. Unica concessione è la possibilità di rinnovarsi continuamente unendo il manico a sacche sempre diverse. Prima ho pensato che avrei voluto una borsa in grado di fare ciò: il design è nato di conseguenza. Credo che lo stile sia soprattutto consapevolezza. Consapevolezza di ciò che si sta disegnando, dell'utilizzo che se ne farà anche in relazione ai tempi. Delle trasformazioni sociali e anche economiche…

 

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V: Quindi mi stai dicendo che la moda, il design possono anche non essere autoreferenziali, ma funzionali.

 

I: Beh…diciamo che la moda non risponde esattamente a un bisogno o a una funzione, ma lavora sul bello. Certi guru del fashion dicono che la moda è necessariamente scomoda; un po’ come diceva mia nonna: chi bella vò apparì, gran dolor deve patir. Anch’io sono sempre molto affascinata dalla cosa, ma forse, in effetti, è un pensiero un po’ vecchio...insomma la moda deve rispondere principalmente alla necessità del bello, ma deve anche essere funzionale al tempo in cui la si fa.

 

V: Le tue borse sono pensate per assolvere a che tipo di funzione nella società di oggi, a che esigenza delle donne di oggi?

 

I: Innanzitutto a quella di non vivere più passivamente l'acquisto. E poi, a quella di permettersi il lusso della scelta, della personalizzazione, della  partecipazione attiva (per quanto possibile) alla creazione dell'oggetto che andrà ad indossare. Il design di questa borsa permette anche di rinnovarla nel tempo, allungandone la vita, a mio avviso in maniera interessante…In futuro mi piacerebbe lavorare di più sulla sostenibilità. Ad esempio, scegliendo e proponendo solo tessuti prodotti da aziende che rispettino certe regole di sostenibilità ambientale...quello della sostenibilità è un campo complessissimo, che va però studiato a fondo! Per questo ho bisogno di più tempo per iniziare una seria ricerca di questo tipo... 

 

V: Una bellissima idea che ti auguro di realizzare presto! In effetti so che sei molto impegnata…hai lasciato lo stage e ti stai dedicando a tempo pieno alle tue creazioni…

 

I: Sì! All'inizio credevo di poter gestire entrambe le cose, lavorando moltissimo. Poi gli ordini sono aumentati inaspettatamente e non sono più bastati i weekend e i giorni di permesso. Ho lasciato lo stage con non pochi dubbi, ma non riuscivo più a portare avanti tutte e due le cose! Soprattutto considerando la cura e il tempo che dedico ad ogni cliente per aiutarlo a scegliere i propri materiali…e poi, oltre alla ricerca dei tessuti per ognuno, c'è tutta la produzione che richiede molte ore di lavoro e una certa organizzazione!


V: E hai messo in piedi il tuo piccolo atelier. Ma toglimi una curiosità! Questo nome...Comme l'oiseau...lo hai scelto dopo aver ascoltato la canzone di Michel Fugain o dopo aver letto l'Albatros di Baudelaire? La tua borsa assomiglia ad un gabbiano...il manico ricorda un po’ due grandi ali...

 

I: Comme l'oiseau era il nome che diedi al progetto quando ero in Domus Academy. Lo scelsi perché nella ricerca avevo citato la frase di Paul Valéry: “Il faut être léger comme l'oiseau et non comme la plume”…e poi il manico della borsa, quando è tutto aperto e steso sembra il corpo di un uccello in volo…

 

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V: “Il faut être léger comme l'oiseau et non comme la plume”. Bisogna essere leggeri come l’uccello e non come la piuma. Una bella frase. Con un bel significato. La piuma cade, l’uccello invece continua a volare…e dove vuole volare Ilariamai?

 

I: Ehehe, troppo difficile rispondere! Me lo chiedo tutti i giorni…e credo che, se non smetterò mai di farlo, ovunque io arrivi, potrò essere felice.

 

V: Te lo auguro di cuore Ilaria. Del resto è più importante il viaggio della meta.

 

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Per saperne di più sulle sue borse: http://www.ilariamai.it

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Questa settimana entriamo "a casa di" Maria Grazia.

Come al solito, per l'intervista mi metto in una stanza tranquilla e, carta e penna a portata di mano, compongo il numero di telefono della nostra padrona di casa. Dopo pochi squilli dall'altra parte dalla cornetta esplode una voce esplosiva che ti mette allegria ad ogni frase che pronuncia. Non faccio a tempo a fare la prima domanda che Maria Grazia inizia subito a raccontarsi, quasi non riuscisse a trattenere le parole.

Si può dire che tutto è cominciato 7 anni fa con l'acquisto di una Morgana nel periodo in cui viveva a Padova. Trascorsi alcuni anni però Maria Grazia decide di lasciare la città patavina e di approdare verso un altro porto. Va a vivere a Milano da sola dove continua a svolgere la professione di tecnologo alimentare iniziata ormai dal '98. I ricordi di quella Morgana, che le è piaciuta tanto, la spingono a fare una ricerca su Google dove scopre il “mondo Lago”.

 

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E così “la sua avventura”, come la definisce lei, comincia prima ancora di comprare la mansarda di 40 mq al quinto piano dove vive oggi. Nonostante la casa sia ancora sulla carta, comincia a sognare come arredarla. Fogli, righello e pennarelli pensa a progettare casa sua tutta da sola e con l'aiuto del nipotino colora il suo armadio NOW.

 

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La sua creatività è un'esplosione tanto che, dopo poco, anche l'architetto viene “congedato” perchè a Maria Grazia “non bisogna tarpare le ali”.

Senza dubbio la nostra padrona di casa ha una personalità frizzante ed energica e si definisce come una pianta che avvizzisce con il caldo e rinasce con la pioggia in autunno, la sua stagione preferita. Ecco perchè , casa sua  è dominata dai colori caldi e la mansarda di Maria Grazia è un giardino con tanto di albero, nuvola ed un'altalena.

 

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- "E come fa a starci un'altalena in una mansarda?" le chiedo:

- "Su suggerimento di una mia cara amica ho fatto inserire a soffitto una trave di legno apposita alla quale ho appeso la soft swing."

- "E regge?"

- "Si certo! È stata testata dal muratore di 90 kg! E poi adesso spesso ci viene a giocare il mio nipotino.”

 

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Il lavoro le occupa gran parte del suo tempo, ma quando può Maria Grazia si gode, insieme al suo fedele gatto Sissi, la sua casa da dove può ammirare suggestivi tramonti.

 

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Se in Extreme Makeover Home Edition ti ristrutturano la casa in 7 giorni, Maria Grazia ha speso quasi un anno per arredare i suoi 40 mq: le sue amiche comunque non mancano occasione, quando vanno a trovarla, di farle notare come “l'atmosfera di casa sua sia veramente piacevole”.

A questo punto e guardando anche queste foto, viene quasi quasi la voglia di auto-invitarsi a casa di Maria Grazia per un caffè!

 

Nome: Maria Grazia

Dove abita: mansarda

Superficie: 40 mq

Città: Milano

Che mobili ha: 36e8, fluttua, soft swing, N.O.W, 30MM

Rivenditore Lago: Lago Store Milano

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